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Inaugurato il polo economico da 40 milion1

SANTA MARTA. La Provianda costruita dagli austriaci nel 1865

Spazi per i dipartimenti di Economia aziendale
scienze economiche, parte di Scienze giuridiche e biblioteca : dal pane per i soldati al cibo per il sapere

La Provianda di Santa Marta come metafora dei progressi della storia europea: da struttura fortificata, chiusa, per il sostentamento militare, a luogo di cultura e formazione, aperto all’incontro e allo scambio di conoscenze. È stato inaugurato ieri il Polo universitario Santa Marta, nuova sede dei dipartimenti di Economia aziendale, Scienze economiche e una parte di Scienze giuridiche, nonché della Biblioteca economica.Un edificio di 25mila metri quadrati, costruito dagli Austriaci tra il 1863 e il 1865, progettato per ricevere granaglie e trasformarle giornalmente in oltre 50mila razioni di pane e venti quintali di gallette biscottate, da destinare all’esercito impegnato a contrastare le guerre d’Indipendenza. Nella prima guerra mondiale funzionò per l’esercito italiano al fronte. Il panificio militare restò in funzione fino al 30 giugno 1957: in seguito i locali adibiti a forni e alla confezione del pane furono affittati da privati, mentre una parte della struttura mantenne la funzione di magazzino di vestiario e viveri per l’esercito italiano.IL RECUPERO. «Questo ateneo, in larga misura con propri mezzi finanziari, ha disposto il restauro e la riconversione della Provianda a sede universitaria», racconta con soddisfazione il rettore Nicola Sartor, sottolineando la logica alla base dell’intervento edilizio, il cui progetto esecutivo è stato curato dall’Istituto universitario di architettura di Venezia. «Si è trattato di un recupero», spiega Sartor, «e non di un rifacimento o una ristrutturazione: interventi minimi, anche se tecnicamente complessi ed esteticamente raffinati, concordati con la Soprintendenza, per non coprire o cancellare l’esistente, operando per sottrazione, per sovrapposizione di vetri che evidenziano la condizione del manufatto e la sua luce». Un imponente intervento iniziato nell’ottobre del 2009 e costato 40,65 milioni di euro: risorse dell’Ateneo, provenienti in parte da accantonamenti di bilancio e in parte dall’accensione di mutui contratti con la Banca europea per gli investimenti, Bei e da Unicredit.IL NUOVO POLO. Volte a vela rette da pilastri di pietra, scale metalliche con ascensori, vetrate ricavate per dare luminosità ad aule e laboratori, capriate in legno a copertura della biblioteca. Nell’ex Panificio di Santa Marta, composto da un piano interrato e tre piani fuori terra, troveranno presto collocazione spazi dedicati a studenti, docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo. Al piano interrato sono stati realizzati otto laboratori didattici per 302 posti a sedere, un deposito libri di 540 metri quadri e una zona dedicata a una futura caffetteria. Al piano terra, oltre alla hall di ingresso, ci sono undici aule per un totale di 758 posti e una zona destinata alle segreterie per gli studenti. Al primo e secondo piano sono ospitati gli studi dei docenti e gli uffici del personale tecnico-amministrativo per oltre 160 postazioni lavoro e sette aule didattiche dipartimentali. Infine, nel piano sottotetto trova spazio una biblioteca di 2.600 metri quadri, con due sale consultazione per complessivi 320 posti e 32 postazioni di ricerca. La struttura, che aprirà al pubblico dal 18 gennaio, raccoglie oltre 200mila volumi.

MOSTRA. È stata inaugurata sempre ieri la mostra «Santa Marta. Storie e percorsi in mostra», esposizione curata da Maria Luisa Ferrari, docente di Storia economica dell’ateneo: un viaggio alla riscoperta dell’area di Campo Marzo e dell’edificio della Provianda. La mostra è aperta, a ingresso gratuito, dal 3 al 23 dicembre e dal 7 al 15 gennaio dalle 10 alle 17, dal lunedì al venerdì. Sullo stesso tema, il libro «Santa Marta. Dalla Provianda al campus», curato dal docente Valerio Terraroli.

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA - cronaca - pag. 13

Data: 3/12/2015