INFERNO A PARIGI. Attonito di fronte alle immagini di Notre Dame, il responsabile di Chiese Vive Claudio Pasquetto spiega come si lavora a Verona per la prevenzione
«Abbiamo uno staff di 24 persone addestrate alla sorveglianza all’interno delle 4 chiese storiche Per la manutenzione staff di esperti formati ad hoc».
Santa Anastasia, la Cattedrale, San Zeno e San Fermo. Quattro chiese storiche, quattro gioielli della nostra città che racchiudono l’arte di secoli. Che tipo di sicurezza esiste per proteggerle dal pericolo di un incendio? Guardando le immagini delle fiamme che nel pomeriggio di ieri hanno aggredito la cattedrale di Notre Dame, a Parigi, dove un impressionante incendio si è sviluppato nella parte alta della chiese, la domanda sorge spontanea. Secondo alcune prime informazioni, l’incendio si sarebbe sviluppato su un’impalcatura che cinge l’imponente struttura per alcuni lavori di conservazione, ma le cause di incendio possono anche essere altre.

CHIESE VIVE. E a Verona, dove spesso le chiese storiche sono oggetto di restauri? Spiega Claudio Pasquetto, direttore dell’associazione Chiese Vive, nata nel dicembre 1994, che si occupa prevalentemente della tutela, della valorizzazione e della salvaguardia di beni ecclesiastici presenti nella diocesi di Verona: «Stiamo seguendo passo passo l’incendio scoppiato a Notre Dame: certo al momento è impossibile capire esattamente cosa sia successo. Posso dire comunque in proposito che una delle situazioni più delicate nell’ambito della prevenzione dagli incendi per le nostre chiese riguarda proprio la manutenzione, a partire dai restauri conservativi».E, guarda caso, anche nel caso di Notre Dame potrebbero essere le impalcature allestite in questo periodo la causa scatenante dell’incendio.

IL CASO DI RESTAURI. «Prassi costante della nostra attività come Chiese Vive è pertanto», prosegue Pasquetto, «seguire queste fasi delicate dei restauri. Le aziende che vengono incaricate hanno, oltre agli architetti preposti, alcuni professionisti incaricati appositamente del controllo della sicurezza, che riguarda ovviamente anche la sicurezza dagli incendi».Se dunque la fase del restauro, che nelle chiese antiche è pressochè all’ordine del giorno, rappresenta uno degli elementi di rischio, l’altra possibile causa scatenate di un incendio è rappresentata dall’impianto elettrico, o, ancora, dalla presenza di ceri e candele.«Gli impianti elettrici sono ovviamente a norma e controllati regolarmente», ricorda ancora Claudio Pasquetto. «Per quanto riguarda la presenza di ceri e candele (potrebbe sembrare banale ma anche questa è una fonte di pericolo, e non indifferente soprattutto in alcuni momenti dell’anno), le chiese possono contare su personale di sorveglianza dotato di estintori e coperte ignifughe, formato appositamente per intervenire all’occorrenza».

PERSONALE FORMATO.Attualmente Chiese Vive dispone per i quattro gioielli di Verona (San Zeno, Duomo, Santa Anastasia e San Fermo) di 24 persone destinate alla prevenzione antincendi, che vengono formate con regolari corsi. «Non oso immaginare cosa potrebbe succedere qui nella basilica di San Zeno», osservava in serata l’abate Gianni Ballarini, appreso dell’incendio a Notre Dame. «Il soffitto ligneo della chiesa è di per sè un pericolo: per fortuna possiamo contare su un sistema di protezione molto buono, che ci fa stare tranquilli».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 12

Note: Alessandra Galletto