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TEATRO NEI CORTILI. Da stasera la commedia del 1752 all´ex Arsenale.

«Il feudatario», scritto dal veneziano a Sanguinetto Campagna tutta da ridere in lingua volgare rustica.

 

All´ex Arsenale da questa sera fino al 29 luglio alle 21,15, va in scena uno spaccato della prestigiosa e misconosciuta vita culturale veronese del 1752, grazie alla compagnia La Barcaccia che presenta la commedia Il feudatario di Carlo Goldoni nell´ambito della rassegna «Teatro nei cortili».
Il gruppo, capitanato dall´istrionico attore e regista Roberto Puliero, con questo nuovo lavoro, oltre ad offrire al pubblico due ore di divertimento, vuole compiere anche un´operazione culturale, riscoprendo un´opera da tempo finita nel dimenticatoio, scritta e inventata dal commediografo veneziano in territorio scaligero durante un suo soggiorno nel feudo di Sanguinetto.
Il feudatario è un testo atipico rispetto ai classici goldoniani universalmente noti; l´autore mette in scena per la prima volta la gente di campagna, ritraendo una classe sociale afflitta e soffocata dalle pretese di una no! biltà che si impone senza ascoltare ragione alcuna. Nonostante alla fine tutto si risolva al meglio con la classica morale, determinata dal connubio tra saggezza popolare e nobiltà antica, salta immediatamente agli occhi la rivolta dei contadini a sottolineare la perdita di valori e il declino di una classe sociale.
«La messa in scena», spiega Roberto Puliero, «oltre a vantare una rosa di bizzarri personaggi, restituisce anche un linguaggio originario, con rielaborazioni in volgare rustico realizzate dallo studioso Marino Zampieri, che ne ha meticolosamente ricostruito e reinventato il lessico attingendo al ricchissimo patrimonio letterario dell´area veneta».

Tratto da: L'Arena

Data: 11/07/2012

Note: SPETTACOLI – Pagina 51