È il momento di parlare ai lettori di un libro antichissimo e attualissimo, recitato in teatro quattro secoli e mezzo prima di Cristo, ma citatissimo ancor oggi per spiegare quello che sta succedendo. Un giurista italiano, già presidente della Corte Costituzionale, ha scritto che tutto quello che l’umanità ha pensato sulla differenza tra ciò che è legale e ciò che è giusto, non è che una variazione o un’integrazione di questo libro. Scrittori e pensatori di tutto il mondo, quando citano i libri più importanti, questo libro ce lo mettono sempre. Accettino dunque i lettori che di questo libro si parli qui, e se ne parli semplificando l’immenso problema che il libro tratta, per renderlo accessibile. I lettori avranno notato che, a proposito di Carola Rackete, la giovane capitana tedesca che ha guidato la nave Sea Watch 3 a raccogliere e portare in Italia i 45 migranti provenienti dalla Libia, i giornali si chiedono: è come Antigone? Fa quello che farebbe Antigone?Ecco il problema: chi è Antigone? Antigone è la protagonista dell’omonima tragedia di Sofocle, recitata per la prima volta ad Atene nel 442 avanti Cristo. Il problema che ci poniamo noi oggi è questo: “Di fronte ai migranti in balìa del mare, dobbiamo seguire la legge o la coscienza?”. L’umanità se lo poneva 450 anni prima di Cristo, e allora era questo: un principe di Tebe, fuoriuscito, aveva dato l’assalto alla città ed era morto da nemico, e il re di Tebe, Creonte, aveva ordinato che per punizione non fosse sepolto, ma lasciato in pasto ai cani. La credenza era che l’anima di un insepolto non potesse entrare nel regno dei morti e aver pace, ma vagasse infelice. Il nemico morto aveva una sorella, Antigone, la quale decise di dar sepoltura al fratello, perché così le imponeva la coscienza, e non importava se la legge minacciava pene crudeli. Per dar sepoltura al fratello bastava che spargesse un pugno di polvere sul suo corpo. Così fa. Collera e furia del re, che la fa chiudere in una grotta e le chiede: “Io ho fatto una legge, perché non obbedisci?”. La fanciulla risponde: “Perché ho un’altra legge dentro di me, scritta dal dito di Dio, e questa legge è più importante della tua”. Salvini accusa Carola: “Sei una fuorilegge”, Carola risponde: “Obbedisco a un’altra legge”. È lo scontro fra ciò che è giusto e ciò che è legale. Come si risolve? In un solo modo: ciò che è giusto deve diventare legale. Nella tragedia, Antigone s’impicca, il suo fidanzato, figlio del re, la trova morta e si trafigge con la spada, la madre del ragazzo, la regina, s’impicca nella reggia. Salvini vuol fare come Creonte? Sofocle lo mette in guardia.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 1

Data: 2/07/2019

Note: Ferdinando Camon