IL CASO. Botta e risposta tra il consigliere comunale Pd e l’assessore

Benini: «Deve andare a beneficio del quartiere»
Neri: «Non ci sono fondi per la ristrutturazione»

Un grido d’allarme si leva dal Saval: «Mentre si continua a discutere a vuoto sulla sua destinazione, la casa colonica di via Marin Faliero sta crollando», avvertono i residenti.Una signora che abita in un palazzo vicino ha potuto scattare dall’alto una foto del tetto dello storico edificio di proprietà comunale, già malandato: qualche giorno fa si è aperto un ampio squarcio in una delle falde, creando una conca pericolante che rischia di schiantarsi al suolo sotto il peso dei coppi. Stessa sorte potrebbe presto toccare ad altre porzioni della copertura, indebolita da decenni di mancata manutenzione.L’immagine è stata subito divulgata dal consigliere comunale Federico Benini (Pd), che nei suoi precedenti incarichi in terza circoscrizione, dalle fila della nella minoranza, si era fatto paladino per il salvataggio del casale, «memoria storica» del quartiere. Ed è lui, ora, a denunciare: «Da più di due mesi chiedo che venga riunita la commissione comunale per avviare l’iter della sistemazione della casa colonica. Da regolamento, la seduta dovrebbe avvenire entro venti giorni dalla richiesta, invece non è stata ancora convocata. Ho chiesto spiegazioni al presidente della commissione stessa, Matteo De Marzi, che, come giustificazione, mi ha portato l’assenza di tempo dell’assessore al Patrimonio, Edi Maria Neri, per partecipare ai lavori. Ma finché si tergiversa, la casa colonica cade a pezzi».Benini ribadisce: «Il degrado non può essere il suo destino: quello spazio deve diventare a tutti gli effetti pubblico e andare a beneficio di uno dei quartieri più popolosi ma meno serviti di Verona».Con la sua architettura tipica del primo Novecento e la piccola corte rurale circostante, il casale di via Marin Faliero è l’ultima testimonianza storica del Saval. Di quando, cioè, il quartiere era un’estensione di campagna, non ancora un agglomerato di alti palazzoni.Acquisita per esproprio nell’ormai lontano 1978, di fatto la casa colonica non è mai entrata nella disponibilità del Comune, che pure al tempo l’aveva pagata 140 milioni di lire. Affittata per lungo tempo a una famiglia che vi ha abitato fino a qualche anno fa, quando è decaduto il contratto, da allora è vuota e inutilizzata.Ancora nel 2015 La commissione Lavori pubblici della terza circoscrizione aveva approvato a larga maggioranza la proposta del gruppo consiliare Pd, in cui si ipotizzava un utilizzo ad asilo nido al piano terra, a centro anziani al livello superiore, con gli spazi rimanenti dedicati alle associazioni locali, e il cortile esterno trasformato in orto botanico. Progetto suggestivo, sempre che il Comune si decida a occuparsi della questione.E sulla questione replica l’assessore al Patrimonio Edi Maria Neri: «Il Comune di Verona conosce bene la situazione della casa colonica del Saval e se ne sta occupando. È una questione di cui mi sono interessata fin da subito e che mi interessa particolarmente. Mi pare che il consigliere Benini voglia fare solo discussioni sterili su fatti che non corrispondono alla realtà, visto che come ho già detto, sulla questione è stato da me sempre informato e che nessuno mi ha mai chiesto di partecipare alla commissione a cui sarei sicuramente andata. Appena ci sarà una progettualità e delle risorse economiche per farlo, la casa sarà ristrutturata. Dato in concessione ad un privato, che si è poi tirato indietro, lo stabile versa da anni in uno stato di inagibilità. Purtroppo, come ben sa il consigliere Benini, il Comune non possiede i fondi per la sua ristrutturazione ma, se vi fossero associazioni o società interessati a rilevarla e ristrutturarla, si potrebbero valutare nuove possibilità per il suo recupero».E conclude: «Il Comune sta cercando di rientrare in possesso dello stabile, ancora vincolato ad un concessionario inadempiente e irrintracciabile, con l’intenzione di bandire una gara per farne un luogo sociale e culturale a disposizione del quartiere».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 19

Data: 9/12/2017

Note: Lorenza Costantino