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Ingresso da piazzetta Navona e ticket –
La rivoluzione allo studio del Comune per decongestionare via Cappello. Parte dei proventi dell’ingresso andrebbe ai proprietari-

VERONA — La soluzione definitiva è anche la più semplice, come il classico uovo di Colombo. Il problema della Casa di Giulietta, in via Cappello, è dovuto all’entrata? Beh, allora spostiamo l’entrata. Utilizzando l’accesso esistente dalla parte opposta dell’isolato, ovvero quello di piazzetta Navona, grazie ad una delle attuali entrate del Teatro Nuovo. Su questa ipotesi, in realtà, si lavora già da parecchi mesi, e all’intesa definitiva mancano ancora alcuni dettagli. Ma ormai, pare che ci siamo vicini. Il problema della Casa di Giulietta è quello dell’accesso al cortile interno da parte di migliaia e migliaia di visitatori (più che per ogni altro monumento veronese, esclusa l’Arena).

Un accesso che crea problemi di sicurezza, e anche dI sporcizia (proprio poche settimane fa è entrato in vigore l’ordinanza del sindaco per multare i cafoni che appiccicano le chewing Gum proprio nel volto d’ingresso). Che fare? L’assessore comunale Stefano Casali ha ripetuto più volte che bisognerebbe imporre un ticket minimo d’ingresso (uno o due euro). In questo modo si racimolerebbe una bella cifra annuale, e si avrebbe un minimo di controllo su chi entra. Subito, però, è nata la contestazione: mettere i tornelli d’ingresso alla Casa, hanno detto in molti, creerebbe code e ingorghi, che paralizzerebbero via Cappello, con grave danno per le attività economiche circostanti ma anche disagi per tutti i passanti. Proprio queste obiezioni, negli anni scorsi, avevano bloccato l’analogo progetto, ideato dall’allora assessore Vittorio Di Dio. Casali però non si è arreso, e la soluzione del problema è stata una delle sue prime pratiche «in evidenza», dopo l’elezione della seconda giunta Tosi. Ed ecco allora l’idea su cui si sta lavorando: spostare l’ingresso altrove, laddove installare i tornelli e la cassa per far pagare i biglietti non crei problemi di sorta.

Dalla parte opposta dell’isolato, c’è il Teatro Nuovo. Che ha una serie di entrate, parte verso il palazzo delle Poste e parte su piazzetta Navona (di fronte al Bar Malta). Da quegli accessi, un breve corridoio porta al foyer del teatro. Che ha un’uscita proprio all’interno del cortile della Casa di Giulietta, accanto alla famosa statua di miss Capuleti. E non sarebbe affatto difficile, volendo, dedicare una di quelle entrate del teatro proprio ai visitatori della Casa. Con un piccolo (ma non secondario) vantaggio in più, dato dalla possibilità di utilizzare anche le toilettes del Teatro, con un servizio che oggi i visitatori non hanno a disposizione. Tutto risolto, allora? Calma e gesso. Perché occorre trovare un accordo sia con i proprietari del Teatro Nuovo, sia con gli altri condòmini proprietari di parte dell’edificio e del cortile di «casa Capuleti». E con loro sono così iniziate trattative, discussioni ed incontri. Mettendo sul piatto della bilancia anche la possibilità di versare loro una percentuale sulle entrate derivanti dal futuro ticket.

Per fare un esempio: il 50 per cento del ricavato potrebbe andare al Comune mentre l’altro 50 per cento potrebbe essere versato ai condòmini, secondo i millesimi di proprietà di ciascuno di loro. E non si tratterebbe di piccole cifre: nel 2010 i visitatori sono stati 225.682. Anche solo ad un euro a testa, c’è di che farci almeno un pensierino… Ricordiamo che la Casa di Giulietta è in realtà un edificio, del XIII secolo, a lungo di proprietà della famiglia Cappello. E l’identificazione dei Cappello con i Capuleti ha dato origine alla convinzione che lì sorgesse la casa di Giulietta. Una «favola bella», insomma, che come tutte le favole piace alla gente assai più della realtà. La dimora, restaurata da Antonio Avena a metà degli anni 30, è diventata così un simbolo della passione amorosa. Nel cortile è poi collocata la statua in bronzo di Giulietta, opera dello scultore Nereo Costantini: accarezzandole il seno, si dice che si avrà diritto ad essere amati per tutta la vita. Altra simpatica leggenda, che attira tanti, tantissimi visitatori. Dal punto di vista logistico, pure troppi. Un po’ d’ordine bisogna dare. Anche a costo di cambiare entrata.

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Tratto da: Corroere del Veneto

Data: 11/01/2013

Note: Lillo Aldegheri - Cronaca