Maurizio Battista e gli ospiti in collegamento

ATHESIS DIGITAL EVENTS. Le nuove prospettive del «mattone» al centro dell’analisi sul sito de L’Arena e su Telearena
Più guscio che luogo di ritrovo, cresce la richiesta di abitazioni singole e con giardino. E il mercato riparte anche grazie ai tassi particolarmente bassi
Ripensare la casa dopo il Covid. Non è solo uno dei buoni propositi post pandemia. È soprattutto una necessità. Una casa più spaziosa, più razionale nell’uso degli spazi in base ai momenti della giornata, più «smart», più interconnessa con la rete digitale, meglio servita dalla viabilità e, soprattutto, più sana. Intanto, dopo il «lockdown», il mercato immobiliare è ripartito. Delle nuove prospettive del «mattone» si è parlato ieri nel Digital Event Athesis in diretta web sul sito de L’Arena, trasmesso in serata anche da Telearena. Più addetti ai lavori hanno fatto il punto della situazione all’insegna di un moderato ottimismo per i mesi futuri. Centrale è la convinzione che mesi di clausura forzata abbiano aperto tanti interrogativi sugli spazi domestici: ora concepiamo la casa come un guscio, non più come un ritrovo. Per Leonardo Meoni, presidente provinciale della Fiaip (Federazione delle agenzie immobiliari), rispetto alla media nazionale a Verona il mercato immobiliare tiene di più. «Dall’inizio dell’anno a oggi registriamo un calo delle compravendite del 9 per cento rispetto all’anno scorso, ma siamo pur sempre a +0,3 sul non facile 2018. Troppo presto, però, per parlare di aumento o diminuzione del valore per metro quadrato. È forte l’interesse per le abitazioni singole piuttosto che affiancate e in città cresce la richiesta di appartamenti in condomini con giardino o con terrazzo ampio. Molto ricercata è poi la prima cintura nordovest della città da Borgo Trento verso le colline. In più il Covid ha cambiato il concetto di seconda casa fuori Verona. Quella che fino a pochi anni fa era la seconda casa in collina o sul Garda, durante il Covid è diventata spesso la prima. Ed è palpabile la crescita di interesse verso i quartieri nord in direzione Valpolicella e Valpantena. Rimane qui il nodo irrisolto del traffico: la città si è espansa con scarso interesse per una viabilità che ora ci presenta il conto». Anche per Carlo Trestini, presidente di Ance Verona (l’associazione Costruttori edili), gli ultimi dati confermano il ritorno dell’interesse. «Nelle ultime tre settimane sono ripartite anche le compravendite. Segno che la casa è vista come un doppio bene rifugio, sia economico che della qualità della vita. Non altrettanto dinamico è l’immobiliare commerciale, degli uffici in particolare. Lo smart working sta modificando del resto l’approccio al lavoro dalla scrivania, pur con molti nodi da sciogliere. Su questo punto sono perplesso: senza un forte potenziamento delle reti in fibra e dell’organizzazione domestica, portare gli uffici tra pareti di casa rischia di rallentare molti processi aziendali. Siamo ancora indietro: imprese e pubbliche amministrazioni devono fare di più. Solo allora il depotenziamento direzionale del centro della città aprirà nuovi spazi». Per Massimo Tadiello, costruttore edile, il Covid ci ha insegnato che oggi la casa non è uno spazio destinato al sonno e al semplice ritrovo tra familiari. «Per questo si stanno cercando case più grandi ma meno dispendiose e non parlo di solo di efficienza energetica, di serramenti o di cappotto esterno. Chi compra chiede abitazioni con maggiore ricambio d’aria con l’esterno tramite filtri senza l’esigenza di aprire le finestre. C’è ad esempio grande interesse per gli ionizzatori che abbattono pollini, muffe, batteri e composti organici volatili. Il mercato chiede poi spazi domestici sempre più polifunzionali, case adattabili ai diversi momenti della giornata. Fondamentale è qui il dialogo tra professionisti, dagli architetti ai costruttori, passando per gli agenti immobiliare e per il credito». Infine, Alessandro Bonucci di Auxilia Finance ha parlato di un buon momento per un investimento immobiliare. «Il 2020 sta riposizionando il credito immobiliare grazie anche ai tassi assai contenuti. Da questo punto di vista non è più un sogno l’ammortamento ventennale di un importo di 100 mila euro con rate mensili inferiori ai 500 euro, con la prima posticipata di un anno per rispondere ai problemi attuali»

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 20

Data: 11/06/2020

Note: Alessandro Azzoni