PATRIMONIO/2. Firmato il passaggio di proprietà dal Demanio al Comune

La fortezza Sofia in Valdonega vale oltre 3 milioni.
Anche l’ultimo dei forti scaligeri è passato dalle mani del Demanio a quelle del Comune. Il prossimo passaggio di proprietà riguarderà i 13 chilometri di cinta magistrale, per la quale si stanno già accumulando carte e dossier.Ma andiamo con ordine. Ieri mattina è stato stipulato l’atto di acquisizione gratuita di Forte Sofia, spuntato nel 1838 sull’altura inferiore del colle di San Leonardo, in Valdonega, su volontà del maresciallo Radetzky.Il suo nome è proprio Sofia, senza l’anticipazione del “Santa”, che spesso gli viene affiancata, visto che era stato intitolato all’arciduchessa Sofia di Baviera.Una volta cessata la sua funzione di combattimento e difesa, per molti anni il forte fu utilizzato per l’addestramento dei colombi viaggiatori del Genio militare. Oggi il compendio asburgico di 18.500 metri quadri complessivi, rappresenta l’ultima fortificazione acquisita a seguito del decreto legislativo del 2010 sul federalismo demaniale, che prevede appunto l’attribuzione della titolarità di gran parte dei beni statali a Regioni, Province, Comuni e Città Metropolitane. «La rivoluzione a Verona è iniziata nel settembre del 2013 con forte Santa Caterina, al Pestrino», ricorda l’assessore al patrimonio Edi Maria Neri, citando poi i successivi beni vincolati che fanno ora parte del patrimonio comunale, da Forte Lugagnano a Forte John, dalla vasca dell’Arsenale a Castelvecchio, fino alla prima Torricella Massimiliana e a tutte le porte Nuova, Palio, San Zeno, San Giorgio e Vescovo. I forti Gisella, Azzano e Chievo sono invece già da decenni di proprietà del Comune. «Il trasferimento della titolarità contempla precisi obblighi di valorizzazione e manutenzione per l’amministrazione comunale, che deve rendicontare annualmente lo stato di salute di ogni bene alla Soprintendenza, e garantire anche l’apertura al pubblico».I tre piani a tracciato circolare del torrione di Forte Sofia sono tutti agibili e da qualche anno parte dell’area esterna è utilizzata dall’Uss 9 per attività sociali legate al Cerris, con un rimborso economico di circa 4.700 euro all’anno.«Il forte vero e proprio era stato assegnato in via provvisoria già nel 2013 al Comune, che a sua volta lo aveva affidato all’associazione Sofia, protagonista nella realizzazione di una serie di attività culturali», evidenzia ancora Neri.«Ora potremmo pensare a una concessione o ancor meglio a un patto di sussidiarietà, come quello stipulato di recente per forte Gisella, che non comporta un canone ma piuttosto l’onere per il privato di prevedere a sfalci e manutenzioni».Il valore del bene sarebbe di 3 milioni e 19 mila euro, ma è evidente che il generoso “regalo”, che arriva dallo Stato, prevede anche interventi piuttosto onerosi.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 15

Data: 15/06/2018

Note: Chiara Bazzanella