AMBIENTE. A Parona, sul ciglio di viale del Brennero, spuntano cumuli di immondizie. Il problema dura ormai da anni

Miglioranzi: «Alcuni responsabili già identificati, chiediamo l’aiuto dei residenti»

C’è una zona franca, a Parona, dove apparentemente vige lo «scarico libero» di immondizie. La discarica a cielo aperto, sul ciglio di viale del Brennero, all’altezza dell’incrocio con via Val Lagarina, è composta da un grosso mucchio di sacchi e scatoloni straripanti, ma anche di rifiuti liberi disseminati sull’asfalto, cartacce, lattine, bottiglie vuote, contenitori di plastica, vestiario usato, e, come se non bastasse, spesso pure di mobilio dismesso.In questi giorni, per esempio, si possono «ammirare», ben inzuppati dalle ultime piogge, vecchi divani e poltrone, e addirittura un’ex parete in cartongesso buttata addosso alla recinzione della vicina area verde. Il cumulo è formato e alimentato di continuo da chi risiede in zona, spiegano dall’Amia. Persone che se ne infischiano della differenziazione dei rifiuti, sia del calendario di raccolta sia delle modalità: invece di affaticarsi la schiena a scaricare un intero salotto in strada, basterebbe chiamassero il servizio gratuito per il ritiro a domicilio degli ingombranti dell’Amia. Ma tant’è: la «discarica di Parona», com’era scritto qualche tempo fa su un cartello piantato sul mucchio da mano ignota con triste ironia, non è mai stata smantellata.Fenomeno strano, visto che solitamente gli scaricatori abusivi sfruttano intricate boscaglie, stradine secondarie, o al limite batterie di cassonetti di periferia; insomma luoghi il più possibile nascosti: non la strada principale che collega la città alla Valpolicella. Fenomeno strano anche perché, se i «cumuli fuorilegge» accomunano purtroppo tutti i quartieri, questo non scompare e ha ormai carattere permanente. A Parona c’è la raccolta porta a porta dal 2009, con regole ben precise sui giorni e sugli orari in cui esporre le proprie immondizie fuori casa. Quel mucchio però, giorno e notte, è diventato uno spiacevole arredo urbano. Ancora un anno fa, il presidente dell’Amia Andrea Miglioranzi aveva promesso: «Sappiamo chi sono i responsabili e presto procederemo con le multe». Ma l’«offensiva», che pure è stata condotta, ha fatto un buco nell’acqua.Miglioranzi spiega: «I responsabili sono stati indentificati oltre un anno fa. Abbiamo tentato tutto, dal dialogo alle multe. Se in altri punti di scarichi frequenti, come per esempio via Villa, i metodi hanno funzionato, a Parona niente da fare. I mucchi continuano a riformarsi per mano di cafoni che hanno essenzialmente una carenza culturale». E conclude: «Mi dispiace per i residenti del circondario, che continuano a lamentarsi. L’Amia ormai non può fare altro che andare regolarmente a pulire. Per una soluzione definitiva del problema, c’è bisogno dell’intervento della polizia municipale. In tal senso, chiedo agli abitanti di segnalare con la maggior precisione possibile quando avvengono gli scarichi abusivi, in modo che le pattuglie possano cogliere i trasgressore in flagrante».

Tratto da: l'Arena - cronaca - pag. 18

Data: 28/12/2017

Note: Lorenza Costantino