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DISAVVENTURE. Inaugurata di recente, la nuova «attrazione» presenta già diversi problemiLa funicolare si bloccaE il ritorno si fa a piediDopo le critiche dei residenti per il rumore e la scarsa segnaletica,un guasto ha fermato le corse. E la nostra cronista con il suo bimboLa funicolare: un mese di attività e qualche problema di troppoRumorosa, introvabile, a orario ridotto e… improvvisamente guasta. Dopo poco più di un mese dall’inaugurazione, il 9 giugno alla vigilia delle elezioni, la funicolare che porta a Castel San Pietro, che ha già sollevato l’ira dei residenti per l’eccessivo rumore che produce, e ha deluso i turisti per l’attesa della prima corsa fino alle 11 e per l’assenza di cartelli che ne indichino la presenza, ha necessitato di una manutenzione straordinaria per un’improvvisa rottura, ora già sistemata.Lunedì, nel tardo pomeriggio ho proposto al mio bambino di tre anni di raggiungere le Torricelle con l’ascensore inclinato. Poco dopo le 18.30 due signore cordiali ci hanno consegnato il ticket per iniziare la salita che, in un attimo, ci ha portati a Castel San Pietro. Il panorama come al solito mi ha convinta di vivere in una città incantevole. Certo, io e mio figlio avremmo dovuto evitare di guardare troppo intorno, e limitarci ad ammirare i tetti e i campanili, mentre a un tratto mi sono ritrovata a dover dare spiegazioni del perché, sotto il muretto che protegge il piazzale del Castello, a ridosso del museo archeologico, ci sia una distesa di bicchieri, lattine, immondizia di ogni genere, e persino flaconi di detersivi.La pancia del mio piccolo inizia a brontolare e verso le 19.15 optiamo per la discesa. Al vano di attesa una famiglia di americani borbotta qualcosa e se ne va. Guardo in basso e noto che nulla si muove. Premo quindi il pulsante per chiedere informazioni. Non risponde nessuno. Poco dopo riprovo e una delle due signore in biglietteria mi invita a pazientare, perché c’è qualche problema.Dopo 20 minuti, senza un sedile o una panca in cui sostare, il piccolo reclama il ritorno. Improvvisamente dal citofono si rifà viva la voce di prima spiegando che la funicolare non può essere rimessa in funzione, e mi propone di venirmi ad aprire il cancello che dà accesso alla scalinata che affianca l’impianto. «Deve darmi il tempo di salire a piedi», mi dice. Dato che sono quasi le 20, decido di arrangiarmi e di imboccare la scalinata che sbuca di fronte a Ponte Pietra, promettendo a mio figlio una tappa al parco. Partiamo con sprint saltando da uno scalino all’altro. Con la coda dell’occhio noto che il parco è ancora sigillato da un lucchetto. Non lo nomino e per fortuna finisce nel dimenticatoio.Torniamo alla bicicletta, lasciata di fronte all’ingresso della funicolare in piazzetta Fontanelle Santo Stefano, sperando di ottenere qualche informazione in più, ma la porta è sbarrata. «Chiuso per necessità manutentive straordinarie», recita un cartello scritto a mano. Come giornalista ho beneficiato di un biglietto omaggio, ma mi chiedo: se qualcuno volesse farsi rimborsare per non aver potuto usufruire del servizio completo? E soprattutto, se una mamma o una nonna con un piccolo in carrozzina, o una persona in sedia a rotelle fossero rimasti bloccati in cima, che opzione avrebbero avuto tra una discesa su gradini e una discesa da una scalinata? Forse i tornanti in mezzo alle auto? O un taxi?Penso al raffinato specchio d’acqua ideato per la vasca dell’Arsenale, sempre rotta, all’asciutto o malconcia, dopo una spesa di oltre un milione. E confido nei nuovi slanci per una Verona europea.Chiara Bazzanella

 

Tratto da: L'Arena - Edizione del 19/7/2017 Sezione "Cronaca" Da pag. 17