LO SCOLMATORE. Aperta per la dodicesima volta dalla sua costruzione nel 1960. L’ultima era stata il 26 novembre 2002
Oltre 17 milioni di metri cubi di acqua e detriti «deviati» nel lago all’altezza di Torbole

È stata una decisione meditata a lungo ma alla fine è stata inevitabile. Il dipartimento della Protezione civile del Trentino alle 22,40 di lunedì 29 ottobre ha aperto in via straordinaria la galleria Adige-Garda – erano 16 anni che non accadeva – per consentire alle acque del fiume in piena di alleggerire la propria portata eccezionale ed evitare possibili esondazioni verso la pianura, e soprattutto a Verona, in particolare in zone ad altissima criticità come l’ospedale di Borgo Trento, il centro storico e San Michele Extra. L’Adige, infatti, nella sera di lunedì, aveva raggiunto i 4,95 metri di altezza a ponte San Lorenzo, a Trento, mentre alle 3 di notte di martedì il livello nel capoluogo trentino era arrivato a 5,54 metri con 1.900 metri cubi di acqua al secondo.La decisione è stata presa consultando preventivamente, oltre alla Provincia di Trento, anche le Regioni del Veneto e della Lombardia oltre che l’Aipo, Agenzia interregionale per il fiume Po.Enorme l’afflusso totale dell’ultima apertura di lunedì e di ieri: secondo i primi rilevamenti dovrebbero essere oltre 17,5 milioni i metri cubi di acqua mista a detriti immessi dall’Adige nel Garda, all’altezza di Torbole, per oltre 17 ore fino al secondo pomeriggio di ieri quando, attorno alle 16, la galleria è stata chiusa, dopo aver diminuito progressivamente la portata.Lunedì sera, fanno sapere dall’ufficio Dighe del dipartimento di Protezione civile della Provincia di Trento, la portata inizialmente è stata limitata a 50 metri cubi al secondo, poi progressivamente innalzati a 100, 150 e infine a 300 per compensare il contemporaneo innalzamento delle acque dell’Adige. Ieri mattina e almeno fino alle 12,30 si è arrivati a raggiungere i 350 metri cubi al secondo. Dal primo pomeriggio in poi la portata è stata fatta scendere fino alla chiusura.La galleria, completata nel 1959 e in funzione dal 1960, è uno scolmatore artificiale che collega l’Adige, all’altezza di Mori, vicino Rovereto, con il lago di Garda a Nago-Torbole attraverso un canale lungo 9,8 chilometri con un diametro di sette metri, che porta l’acqua sfruttando il dislivello naturale di 106 metri presenti tra l’ingresso e l’uscita.Lo scolmatore fu utilizzato l’ultima volta il 26 novembre del 2002, quando furono immessi nel Garda 6,1 milioni di metri cubi di acqua dell’Adige, con una frequenza di 100 metri cubi al secondo.È la dodicesima volta che si rende necessario l’utilizzo della galleria, aperta per la prima volta il 17 novembre 1960, con 70 milioni di metri cubi sversati nel lago, quindi nel 1965 – con il record di 79 milioni di metri cubi, due volte nel 1966 – il 17 agosto e il 4 novembre (64 milioni di metri cubi), giorno dell’alluvione di Firenze, nel 1976, 1980, 1981, 1983 e 2000.Già alle prime luci di ieri mattina all’imbocco della galleria, a Torbole, era evidente l’enorme chiazza di acqua color marrone mista a detriti e fango che fuoriusciva con una forza impressionante e che si mescolava con le limpide acque del Benaco. Una scelta obbligata ma che per molti comporterà ripercussioni sull’ecosistema del lago – a partire da quanto affermato dalla Comunità del Garda, che si è battuta fino alla fine per evitare l’apertura della galleria – e sui livelli del lago, che con l’enorme immissione di acqua sversata nelle ultime ore potrebbero innalzarsi di diversi centimetri.Ma per il vicesindaco di Malcesine Claudio Bertuzzi e il sindaco di Torri Stefano Nicotra si è trattato di una «decisione sofferta ma ahimé necessaria per evitare ripercussioni e problematiche ancora più gravi dall’arrivo della piena dell’Adige a valle, a partire da Verona».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 11

Data: 31/10/2018

Note: EMANUELE ZANINI