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Aveva anche altre funzioni.
Ancorché scorrendo il sintetico "Glossario" contenuto nel lavoro di Bozzetto-Perbellini (La piazzaforte ottocentesca nella cultura europea, Ediz. Architetti Verona 1990, pag. 116 e sgg.) e taluni contributi altri, della trasposizione che Emma Cerpelloni (in L’Arena 31.07.09, p. 17) riserva alla strada militare austriaca con guida centrale "lasagna" 

L’Arena

 IL GIORNALE DI VERONA

Martedì 04 Agosto 2009 LETTERE Pagina 21

Ancorché scorrendo il sintetico "Glossario" contenuto nel lavoro di Bozzetto-Perbellini (La piazzaforte ottocentesca nella cultura europea, Ediz. Architetti Verona 1990, pag. 116 e sgg.) e taluni contributi altri, della trasposizione che Emma Cerpelloni (in L’Arena 31.07.09, p. 17) riserva alla strada militare austriaca con guida centrale "lasagna", appunto, in pietra viva – per lo più basalto – non vi è traccia; né regge filologicamente che la strada a "lasagna" fungesse da regolo sostanzialmente per obbligare le truppe militari (austriache) a percorrerla mantenendo la fila indiana.

Tenuto conto che la tradizione locale vede presenti in taluni centri storici – segnatamente lacustro – collinari (Malcesine, Brenzone, Castelletto, ) – la medesima tipologia stradale (strada stretta munita di acciottolato disposto l ateralmente alla lasagna centrale) propendo nel ritenere più aderente alla funzione l’interpretazione che i ciottoli fossero riposti sulla sede stradale per permettere alle ruote dei carri dei contadini (laddove gli austriaci non avevano invaso, occupato) una maggiore aderenza (grip) attesa la loro sporgenza; mentre alla lasagna il compito di assicurare in ragione della sua levigata super ficie, alle slitte cariche di materiali (in estate sversando dell’acqua per diminuire l’attrito) di scivolare più facilmente  così si coglie da talune testimonianze di coloro, che faticosamente avevavo strappato alle scoscese pendici del Baldo fertili terrazzamenti.

Renzo Andreoli

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Data: 1/01/1970

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