L'intervento dello storico Carlo Saletti nella cerimonia in Piazza Isolo davanti al monumento realizzato da Pino Castagna FOTO MARCHIORI

Prosegue il dibattito in città sulle decisioni del Comune di intitolare una via a Giorgio Almirante, fondatore del Msi, e allo stesso tempo conferire la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta al lager di Auschwitz. Sono sopravvissuto al campo di concentramento di Mauthausen e desidero esternare la mia e nostra più profonda indignazione davanti alla proposta di intitolare un luogo pubblico a un personaggio non di secondo piano ma convinto esponente del regime fascista, sia prima del 25 luglio 1943, sia dopo l’8 settembre 1943 nella Repubblica sociale italiana.Che l’on. Almirante mai abbia avuto alcun ripensamento in merito al suo passato lo dimostrò in una lettera, su carta intestata Movimento Sociale-Destra Nazionale, il 17 novembre 1986, indirizzata a una deputata, nella quale si legge: “Puoi stare certa che il mio ultimo respiro sarà fascista, nel nostro senso del termine, perché per me, per noi, si tratta della battaglia della vita. Sei autorizzata a sbattere in faccia a chicchessia questa mia lettera, che non è confidenziale”.Parrebbe inutile aggiungere altro, in particolare sull’attività di Giorgio Almirante prima e dopo il 25 aprile 1945. Ma non è possibile non ricordare il suo razzismo e antisemitismo che lo portarono a porre la sua firma sul Manifesto degli scienziati razzisti, assumendo anche l’incarico di segretario di redazione della rivista “La difesa della Razza”.Anche solo per quanto fin qui esposto, l’Aned non può accettare che a Verona, come altrove, si ritenga di intitolare ad Almirante alcun luogo pubblico.Se ciò dovesse accadere suonerebbe grave offesa alla vocazione democratica e antifascista del nostro Paese e di Verona, Medaglia d’oro al valor militare per il sacrificio del secondo Cln, dei deportati nei campi nazisti, dei partigiani, del Gap che portò a termine l’assalto agli Scalzi, dei militari internati, del popolo di Avesa, delle contrade bruciate, del popolo veronese che ha subito repressioni, fucilazioni, distruzione. Verona non può dimenticare e rinnegare tutto questo. In questa situazione “culturale” il conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice a vita e socia Aned Liliana Segre (pur proposta al Consiglio Comunale con l’intenzione di onorare una figura esemplare e, con lei, quanti, deportati nei campi nazisti per qualsiasi ragione, hanno lasciato la vita o impresso nella loro carne e nel loro spirito le atrocità patite) suona solo oltraggioso insulto.Ennio TrivellinMauthausen matr. 110425 Presidente Aned Verona

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 9

Data: 27/01/2020

Note: Ennio TrivellinMauthausen matr. 110425 Presidente Aned Verona