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“Ma quelli sui nostri bus non sono cavalli a dondolo”

«Commentando il malumore delle autorità cittadine e dei dirigenti di Veronafiere per il fatto che Milano ci ha copiato la Fiera dei cavài inaugurandone una in proprio quindici giorni prima della nostra» scrive la Olga «il ragionier Dolimàn, intervistato al bareto dal cronista Lindro dell’emittente radio-televisiva “Good Morning San Zen”, ha detto che ognuno è libero di fare le fiere che vuole e che, non avendo noaltri il monopolio dei cavài e tantomeno avendoli inventati, ogni città potrebbe fare la sua bella rassegna equina senza essere accusata di copiare. Altro par de màneghe, ha detto il ragioniere, sarebbe se Milano dicesse che la pastissada de cavàl è sua, mentre, come si sa, è nostra».

«Riguardo alla pubblicità della fiera milanese apparsa sulle fiancate dei nostri autobus, il ragioniere ha detto che la pubblicità vuol dire schei e che i schei non sanno né de cavàl né de vaca, i se ciapa e i se mete in scarsèla, e che l’Atv quando ha accettato la pubblicità della fiera de Milàn sapeva benissimo che non si trattava de cavài a dondolo. E mentre gli avventori del bareto gli davano ragione annuendo ma buttando nello stesso tempo chi un ocio e chi tutti e due sul mappamondo della Beresina che si era cuciata sotto un tavolo per raccogliere lo strùpolo di un fiasco per cui i cenni di assenso si dovevano quantomeno intendere divisi in parti uguali trai due poli di attrazione, il ragioniere ha detto che il problema è un altro. E cioè che, visto che adesso le fiere dei cavài sono due, bisogna evitare che espositori, visitatori, cau-boi e cau-boe scappino da Verona, tanto più che alla fiera de Milàn, come scrivono i giornali, si può andare anche partendo da casa col proprio cavàl e pagando un doppio biglietto all’ingresso».

«Come evitare che scappino? Il ragioniere dice che bisogna puntare sui servizi, a cominciare dai parcheggi che sono insufficienti e caotici mentre a Milàn, che l’è un gran Milàn, c’è posto per tutti. E poi bisogna che gli albergatori sbàssino le pretese, che gli alberghetti di paese, nei giorni della Fiera, non pratichino tariffe da Hilton, come hanno fatto fino all’anno scorso, perché la gente sopporta tutto tranne che di essere ciavàta. Non dobbiamo, insomma, dare l’impressione – ha concluso il ragioniere – di approfittarne col solito vergognoso assalto alla diligenza»

gently

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 22/10/2010

Note: Cronaca pag. 9