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Anche se apparso sul giornale l’Arena di qualche giorno fa, ho trovato particolarmente divertente ed azzeccato quanto espresso da Silvino Gonzato, nel famoso bareto della Olga, in merito alla ciclabile pensile, pensata dalla Sig.ra Cametti.

LA POSTA DELLA OLGA

«Io non ho potuto andarci perché dovevo pelare la faraona per la cena col cinese Tan detto Tano e la moglie Lin detta Wanda» scrive la Olga «e mi è dispiaciuto perché al bareto si sono riunite alcune teste da ovo per discutere sul caos del traffico, provocato dalle decisioni dell’assessór alla Baraonda, Corsi, ed erano ammesse anche le dòne che non avessero i mestiéri da far a casa. C’era anche il politologo Scoatìn dell’università di Cavaión che, avendo sbagliato giorno, credeva di dover parlare di Fini e del “buséto” di Montecarlo, ma, già che c’era, ha voluto dire la sua a proposito della proposta della consigliera Cametti di costruire una pista ciclabile sopraelevata a doppio senso da ponte Cadéna a Parona».

«Scoatìn, che è professór anche in doppi sensi, non ne ha approfittato, ma ha detto che se un’auto dovesse sbandare da quella parte, butterebbe nell’Àdese tutta la ciclabile con i ciclisti insìma. Riguardo alla possibile obiessión che si potrebbe alzare una barriera di ferro alta 3-4 metri tra la strada e la ciclabile, el Scoatìn ha detto che così si priverebbero del panorama dell’Àdese sei chilometri e mezzo (da Verona a Parona) di cittadini che sono andati ad abitare su l’Àdese par védarlo e non par védar una barriera di ferro. Lo Scoatìn ha concluso dicendo che la consigliera avrebbe anche delle buone idee (tipo i parcheggi sotto i bastioni) se non ne avesse troppe e tutte insieme».

«Sull’incasinamento del traffico e della segnaletica ha parlato il filosofo indiano Mengha che si è trattenuto a Verona dopo essere venuto da Calcutta per giocare a s-cianco al Tocatì. Ha detto che nella sua città il traffico s’incasina per colpa delle vacche sacre che si mettono di traverso nelle strade e che gli sembra impossibile che a Verona un solo assessore riesca a causare più intralci alla viabilità di tutte le vacche dell’India».

«Il collega Strusa ha fatto presente che però le vacche indiane non sono leghiste. La Beresina, mentre faceva girare il fiasco che el Mengha tentava di trattenere, ha chiesto se le vacche in India entrano anche nelle discoteche e el Mengha le ha risposto: “Solo dopo mezzanotte”. Il ragionier Dolimàn ha proposto uno scambio tra le vacche di Calcutta e Corsi, un progetto – ha detto – più fattibile della ciclabile sopraelevata della Cametti».

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA del 29/9/2010

Data: 29/09/2010

Note: La posta della Olga di Silvino Gonzato - Cronaca