La ragazzina svedese che ha stregato il mondo

Ieri sono scesi in piazza ragazzi ragazzi di oltre 1.320 città in un centinaio di Paesi nel mondo sulle orme dell’attivista svedese Greta Thunberg, che con il suo sciopero per il clima, dal settembre scorso ogni venerdì davanti al parlamento del suo Paese, ha sensibilizzato il mondo intero sulla crisi climatica e il riscaldamento globale, diventando un simbolo non solo per i suoi coetanei sedicenni. L’allarme sui rischi per il Pianeta afflitto da mali ambientali con il pericolo di milioni di morti premature per l’inquinamento di aria e acqua potabile – lanciato da un nuovo studio dell’Onu – rafforza il pressing sui governi, sollecitati a intervenire al più presto. A sostenere gli scienziati, tacciati da alcuni leader politici di essere catastrofisti, ora ci sono anche i milioni di giovani scesi in piazza ieri, per gridare questo Sos con il «Global strike for climate».Quasi un quarto delle malattie e delle morti a livello mondiale nel 2012 potrebbe essere collegato a inquinamento ambientale, soprattutto fra popolazioni in una situazione vulnerabile e in Paesi in via di sviluppo, dice il rapporto. In Italia, dicono i Verdi, sono coinvolte 140 città e siamo la seconda nazione al mondo per eventi, dopo la Germania. L’ultimo allarme sulla grave situazione della terra è arrivato dall’Onu, con un rapporto sullo stato dell’Ambiente – il sesto Global Environmental Outlook – redatto negli ultimi cinque anni da 250 scienziati di oltre 70 Paesi.ù«Siamo a un bivio. O continuiamo sulla strada attuale, che porterà a un futuro terribile per l’umanità, o ci concentriamo su un percorso di sviluppo più sostenibile. Questa è la scelta che devono fare i nostri leader politici, ora». Lo studio ricorda, tra l’altro, che l’inquinamento atmosferico è la principale causa di malattie e provoca tra 6 e 7 milioni di morti premature con perdite economiche stimate in 5mila milioni di dollari all’anno. Anche gli inquinanti nell’acqua dolce sono un grandissimo rischio: le infezioni resistenti ad antimicrobici e antibiotici possono moltiplicarsi e diventare fra le principali cause di morte in tutto il mondo entro il 2050. L’impatto sarà anche sulla fertilità maschile e femminile e sullo sviluppo neurologico dei bambini.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 14

Data: 16/03/2019