Andrea Toffaletti, il creatore del sito larenadomila.it

ANNIVERSARI. L’idea di Andrea Toffaletti è diventata una realtà segnalata anche dal ministero

«Conquista storica, è l’unico sito culturale rimasto, nato prima del 2000»
Un pesce d’aprile che dura da vent’anni: infatti, il 1° aprile 1999, sembrava uno scherzo la notizia di un sito internet tutto in dialetto veronese, «La Rena domila», ovvero larenadomila.it. Anche perché metteva insieme due mondi apparentemente inconciliabili: che cosa c’era di più remoto del dialetto veronese, e di più futuristico di un sito internet? A idearlo un giovane, oggi di 42 anni, Andrea Toffaletti, informatico con la passione per la veronesità. Vulcanico oltre modo.A capire che faceva sul serio e a farlo diventare un suo figlioccio culturale fu Giorgio Gioco, che della veronesità aveva fatto un’arte e una filosofia di vita. Unico requisito: conoscere il dialetto veronese. Oggi, dopo 20 anni, il sito è più vivo che mai e il suo direttore snocciola dati impressionanti: 5 milioni di pagine visitate, 2 mila documenti e libri del territorio in archivio, 5 mila proverbi e modi di dire, 30 mila foto della montagna veronese, 15 mila foto della provincia, 20 mila foto del carnevale veronese con 300 ore di filmati e 3 pubblicazioni, 2 musei presenti (quello del carnevale e quello di Barbarani), 4 corsi di lingua, 3 mila parole nel dizionario italiano-veronese, tutti i 97 comuni della provincia con la loro storia, 4 sedi estere, in Spagna, Irlanda, Gran Bretagna e Brasile, 100 conferenze e organizzazioni di eventi. Tutto rigorosamente scritto in dialetto: l’italiano è bandito e con esso qualsiasi altra lingua. Peraltro, in questo sito è stata «ufficializzata» la grafia scritta del dialetto, che è sempre stata incerta e arbitraria. Senza dimenticare che «La Rena domila» è segnalata nel sito del Ministero dei beni culturali, conferendole così una sorta di «patente culturale».«Un traguardo che nel 1999 non potevo pensare di raggiungere», commenta soddisfatto Andrea Toffaletti, aggiungendo: «È una conquista storica anche per Verona, visto che è l’unico sito culturale rimasto, nato prima del 2000. Abbiamo avuto tante persone fantastiche che ci hanno sostenuto e siamo cresciuti anche umanamente: Giorgio Gioco, Maida Patruno, Franco Ravazzin su tutti. Ma anche Bené del Brasile, Sebi da Londra, Berti e Silvan dalla Spagna, Evy dall’Irlanda ed Erido dal Canada». Senza sponsor e senza contributi dalle istituzioni, larenadomila.it si è sempre proposta di valorizzare solo quello che c’è di bello a Verona: polemiche e critiche sono al bando. E poi si è aperta al tablet, allo smartphone, ai social come Facebook su tutti perché, dice Toffaletti, «l’innovazione serve per rinnovare la tradizione, perché non vada persa, è un filo che ci lega alle nuove generazioni». Questo il segreto del sito? «Certamente ma anche responsabilità e rispetto nei confronti di chi ci legge. “No se pol dir ravani par naoni”, una cosa per un’altra, se si sbaglia si deve chiedere scusa».I festeggiamenti ufficiali per il ventennale saranno il 25 maggio a San Rocco di Quinzano, dove Toffaletti presenta le serate culturali il venerdì. Il 25 maggio vi saranno le premiazioni di quella che è la manifestazione del sito di maggior successo, il «Campionato del mondo delle tradizioni veronesi», aperto a squadre o a singoli, di ogni parte del mondo che devono rispondere a domande su parole dialettali, proverbi da completare, storia di Verona, provincia, carnevale veronese, cultura moderna, cruciverba con anagramma, foto sull’arte a Verona e provincia e particolari nascosti, cartoline d’epoca e poesia.Molti i partecipanti dall’estero, in particolare gruppi di Barçelona, Porto Alegre e Toronto. Insomma «La Rena domila» che è stato definito «el sito internet che parla de Verona e dei Veronesi, de amicizie, de petegolessi, de vacade, de ciacole», è ormai una vera e propria cittadella informatica della veronesità, con una connotazione sempre più culturale. Ed il pezzo forte resta il museo virtuale di Barbarani, con fotografie e reperti sul poeta.

Tratto da: L'Arena - cultura- pag. 49

Data: 26/04/2019

Note: Emma Cerpelloni