VIA PRATO SANTO
Siamo una famiglia residente in via Prato Santo, e paghiamo ogni mese 18 euro per poter parcheggiare in strada, in quanto per il Comune il nostro garage non è troppo piccolo per il ricovero delle auto; auto comunissime, e due perché necessarie ad entrambi per il lavoro.Nel 2009, all’introduzione del Piano della Sosta per il quartiere, gli amministratori di allora presentarono il pagamento di quei 18 euro mensili come un «piccolo sacrificio» che ci avrebbe consentito di parcheggiare liberamente, anche perché il gettito ricavato – promettevano – sarebbe servito anche a finanziare la realizzazione di parcheggi scambiatori ed altre misure dissuasive dell’uso dell’auto per recarsi in centro. Oggi possiamo tracciarne un bilancio: l’introduzione della sosta a pagamento ha comportato una miracolosa moltiplicazione degli stalli; frotte di accertatori della sosta percorrono il quartiere facendo rispettare le regole fino alle 19/19.30; i residenti continuano a faticare per trovare un posto auto, con «serpentoni» di auto al rientro la sera alla ricerca dell’agognato parcheggio (tralasciamo l’inquinamento «inutile» così generato), e nei fine settimana il clou: la celebre «sosta selvaggia», con i frequentatori del centro storico che parcheggiano ovunque (perfino su strisce e marciapiedi), in una assoluta e decennale impunità, senza che il problema sia stato non dico risolto, ma nemmeno mai affrontato dai nostri amministratori, nonostante le continue segnalazioni dei residenti e dei media; e dire che per eliminare almeno i comportamenti più inaccettabili basterebbe dedicarvi due (due!) vigili urbani, anche appositamente assunti, che si finanzierebbero proprio con le multe elevate. Delle promesse misure dissuasive all’utilizzo della macchina per recarsi in centro, assolutamente nessuna traccia.I problemi sopra elencati, che affliggono quasi tutto il quartiere, sono ancora più gravi e sentiti per via Prato Santo e limitrofe, per la posizione, di immediato accesso al centro, ma sicuramente anche per la cancellazione di stalli operata in questi ultimi anni. Si pensi all’eliminazione di 15 posti auto antistanti l’asilo per realizzare l’ampliamento del marciapiede al suo ingresso, realizzata circa 5 anni fa a seguito dell’investimento del padre di un alunno, formalmente dalla parte della ragione (era sulle strisce), ma di fatto gravemente colpevole, perché attraversò senza guardare, e perché lo fece avendo la responsabilità di educare i propri figli ai pericoli della strada.A ciò si aggiungano gli interventi di ristrutturazione in corso su immobili privati: del condominio al civico 11, in corso da anni (meno 5-6 stalli); di un appartamento al civico 30, appena conclusa (meno 4); in questi giorni, gli interventi di collocazione della fibra, che stanno comportando la cancellazione di 15-20 posti auto tra via Tonale e via Prato Santo.In questo contesto ci aspetteremmo dall’Amministrazione Comunale, il cui compito dovrebbe essere quello di tutelare gli interessi innanzitutto dei propri residenti, se non soluzioni, almeno non ulteriori vessazioni. Ebbene, la settimana scorsa un vigile zelante mi ha comminato – ma lo stesso trattamento hanno subito altri vicini – una multa di ben 85,50 euro per essermi arreso a parcheggiare sulle «zebre» di via Prato Santo dopo i soliti giri a vuoto alla ricerca di uno stallo libero. Si tenga presente che nella via, con le dovute attenzioni, è possibile parcheggiare 2-3 auto sulle zebre senza recare alcun disturbo o nocumento. Non sono posti «legali», ma «soluzioni limite» cui siamo costretti a ricorrere quando non ne troviamo altri. E a mio modo di vedere, il minimo che possa fare l’Amministrazione, responsabile della situazione, è contemperare i diversi e contrapposti interessi, anche tollerando soluzioni non ortodosse quando non creano danno ad alcuno. Un vigile, cui ho mostrato la multa e la situazione della via, visibilmente in imbarazzo, si è nascosto dietro un «riceviamo dall’alto le indicazioni di dove passare». Quanto sopra risulta ancora più inaccettabile, se si confronta lo zelo dei vigili nel distribuire multe, con l’«attenzione» posta nella tutela dei diritti. Com’è noto, infatti, nella via c’è anche un servizio di mensa per i bisognosi, in gran parte persone educate e rispettose, anche nelle difficoltà in cui versano. Pochissimi di loro, talvolta – è però successo 3 giorni negli ultimi 10 – si lasciano andare a comportamenti censurabili, come bivacchi dall’alba al tramonto, anche con cani e carrelli colmi di cuscini, schiamazzi, abbandono di indumenti, di bottiglie vuote di alcolici, etc., tra l’altro anche in violazione delle stesse ordinanze emanate dall’Amministrazione. Ebbene, quando questo si verifica, i vigili non «passano mai» e i vicini che li chiamano si sentono ripetere «Mi dispiace non possiamo uscire».

Tratto da: L'Arena - lettere - pag. 25

Data: 2/10/2018

Note: Vittorio Bottoli