Il rendering di uno dei tre progetti primi classificati nel concorso

IL PARERE. La nota arrivata a Palazzo Barbieri giudica il progetto «stridente» e «in contrasto con i valori paesaggistici e storici che identificano il monumento»
Soddisfatto Sboarina: «L’anfiteatro è un unicum, nostro dovere è preservarlo per altri duemila anni»
La copertura dell’Arena? «Una presenza stridente nel pregevole contesto circostante» e «in contrasto con i valori archeologici, paesaggistici, storici e culturali che identificano l’Arena di Verona come monumento identitario d’epoca romana». Dopo che il progetto di copertura dell’anfiteatro, caldeggiato dal precedente sindaco Flavio Tosi, era stato archiviato dall’attuale amministrazione, arriva anche la bocciatura senza appello della Soprintendenza archeologica. La richiesta del parere sulla fattibilità della proposta era stata inoltrata dal Comune il 7 aprile di un anno fa. Un lasso di tempo giustificato anche dal fatto, scrive il soprintendente Fabrizio Magani, «che l’attuale amministrazione non ha finora manifestato interesse al riguardo».Per individuare la possibile soluzione, l’amministrazione Tosi aveva promosso un concorso di idee internazionale. Lo vinse il raggruppamento tedesco guidato dalla GmbH, studio di progettazione con sede a Würzburg. Tale soluzione però, secondo Magani, non tratta «esaustivamente le problematiche relative all’aggancio della struttura sulla muratura di coronamento dell’anfiteatro». In piazzetta San Fermo, quindi, l’idea di mettere un tetto all’Arena non suscita entusiasmi. Anzi. «L’Arena di Verona costituisce un unicum nel panorama mondiale dei beni culturali, ed è parte integrante della forma urbana della città e della sua architettura storica sviluppatasi nell’arco di duemila anni. Per tali motivazioni», sottolinea il soprintendente, «la città è stata anche dichiarata dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità». E la presenza di un «ring» sugli ultimi gradoni, afferma, «annienterebbe l’aspetto peculiare dell’anfiteatro come struttura aperta, venendo a costituire di fatto una tettoia permanente». La copertura, poi, si legge nella lettera della Soprintendenza, «accentuerebbe l’uso del monumento inteso come luogo di spettacolo, aumentadone l’usura». E l’ipotesi che la copertura sia necessaria per garantire una maggior protezione dagli eventi atmosferici «non trova conferma» nello stato di conservazione del monumento». Poiché, continua Magani, «le condizioni dell’Arena, alla luce di recenti monitoraggi, non sono particolarmente preoccupati». Il parere si conclude ricordando che interventi su anfiteatri romani come quello di Nimes hanno portato «a sostanziali modificazioni del monumento».«Il documento del soprintendente», commenta il sindaco Federico Sboarina, «mi trova pienamente concorde: il nostro anfiteatro è un “unicum nel panorama mondiale dei beni culturali” e la nostra responsabilità è quella della manutenzione periodica per preservarla per altri duemila anni. Ecco perché», afferma, «abbiamo utilizzato l’Art bonus di 14 milioni per lavori che dureranno 5 anni e che attendevano invano di essere fatti da tempo. Questo sì che è il dovere di una amministrazione innamorata della propria città».

Data: 4/07/2018

Note: E.S.