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CELEBRAZIONI. Venerdì alle 16 s’inaugura alla Biblioteca Civica.

L’opera bronzea dello scultore Sergio Pasetto sarà collocata a terra come se camminasse tra la gente Lo storico Gallo: «Ora organizzare eventi periodici».

 

Venerdì Emilio Salgari, il papà di Sandokan e di tanti altri personaggi avventurosi, «torna» a Verona. Alle 16, davanti alla Biblioteca Civica, verrà inaugurata la sua statua, un’opera bronzea alta un paio di metri, appoggiata a terra, opera dello scultore veronese Sergio Pasetto.UN’AVVENTURA, quella del monumento a Salgari, autore tra i più tradotti al mondo ma stranamente «snobbato» dalla sua città d’origine che ha fatto naufragare più di un progetto commemorativo, iniziata nel 2012 da due amici, Enrico Boni, ingegnere, ed Emanuele Delmiglio, editore, decisi a riuscire in un’impresa che aveva già avuto molti ideatori, nel giro di un secolo, ma che nessuno, appunto, aveva concretizzato. Più che un’avventura quella era una sfida. Nacque così l’associazione «Fantàsia», nome di una rivista ottocentesca, con lo scopo, non solo di dare alla città un ricordo monumentale dello scrittore, ma di promuovere attività volte a rendere Vero! na, già intitolata all’amore, alla poesia e alla lirica, città della fantasia e dell’avventura. «Si voleva un Salgari giovane, veronese, pieno di vita, lontano dallo spento scrittore torinese il cui suicidio aveva gettato un cono d’ombra sulla sua intera esistenza», precisa Delmiglio, accennando alle controversie che nel corso degli anni hanno caratterizzato il dibattito sull’opportunità di realizzare un monumento celebrativo per Emilio Salgari.«Per prima cosa occorreva formare una squadra», precisa Emanuele Delmiglio. «Boni pensò a due amici, l’architetto Paolo Richelli e il designer Armando Pisani. E io raccontai dell’iniziativa allo studioso Claudio Gallo». Quest’ultimo è uno dei massimi esperti salgariani, nonchè autore, con Giuseppe Bonomi, della più recente biografia dello scrittore veronese.L’IDEA di realizzare il monumento a Salgari, poi, ha visto subito l’adesione dello scultore Pasetto, che ha ideato una serie di bozzetti. Inizialmente si pensava a Sa! lgari seduto su uno dei suoi libri e, quindi, dopo una serie d! i confronti e discussioni, si è passati alla statua che ritrae lo scrittore mentre cammina tenendo sotto al braccio una copia del quotidiano L’Arena, di cui fu redattore, stringendosi la bombetta sulla testa. L’idea è di fare in modo che Salgari «passeggi» in città in mezzo ai veronesi e ai turisti che possono così incontrarlo da vicino. La collocazione accanto alla Biblioteca, la «casa» dei libri, rende ancora più intenso e significativo l’omaggio al grande scrittore.CLAUDIO GALLO, promotore del premio «Il corsaro nero», ha anche lanciato un appello a tutti i lettori e appassionati delle opere di Salgari a partecipare alla cerimonia di inaugurazione della statua o di renderle omaggio in altre occasioni. «Spero che, dopo la statua, Verona pensi a organizzare degli eventi periodici dedicati al suo scrittore più insigne», aggiunge Gallo. «L’occasione della posa della scultura dovrebbe essere il motivo per creare una serie di appuntamenti legati a vario titolo a! Salgari, dalla musica alla letteratura all’arte».Durante il percorso di Fantàsia verso la realizzazione della statua, tuttavia, Pisani e Gallo sono usciti dall’associazione mentre sono entrati tre nuovi componenti, Beppe Giuliano, Alessandro Pigozzi e Francesco Girondini.RESTANO comunque ancora alcuni nodi da sciogliere, in particolare relativamente alla sponsorizzazione della fusione, effettuata dalla Fonderia Folla di Dossobuono, ma, come tiene a sottolineare l’editore Delmiglio, «si è palesato l’interesse di importanti attori cittadini. Credo che celebrare questo veronese illustre, che ha popolato la fantasia di intere generazioni, sia un orgoglio da condividere».o

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 13/10/2015

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