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GIORNATA DEL FAI. Grazie alla collaborazione della Soprintendenza, sabato e domenica percorsi guidati dai volontari

L’Arena

IL GIORNALE DI VERONA

Mercoledì 24 Marzo 2010 CRONACA Pagina 17
GIORNATA  DEL  FAI. Grazie alla collaborazione della Soprintendenza, sabato e domenica percorsi guidati dai volontari

 

Ideata da Alessandro Pompei venne realizzata tra 1745 e 1748 per dare alla città un unico punto di controllo delle merci sul fiume

Anche Verona partecipa sabato e domenica alla XVIII edizione della «Giornata Fai di Primavera». Il Fondo per l’ambiente italiano consentirà ancora una volta, con questa iniziativa mirata a valorizzare il patrimonio storico-artistico italiano, l’apertura straordinaria di 590 monumenti su tutto il territorio nazionale. In particolare nella nostra città il Fai ha realizzato per questa edizione un importante accordo con la Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, che aderisce all’iniziativa concedendo l’apertura della sua sede monumentale alla Dogana.

«Grazie alla concessione generosa della Soprintendenza, sabato e domenica, dalle 10 alle 17, senza interruzione, i veronesi potranno visitare la Fabbrica della Dogana di Aless andro Pompei», spiega Annamaria Conforti, presidente della delegazione veronese del Fai. «Il palazzo, oggi sede della Soprintendenza, costituisce uno degli edifici più importanti in Verona per valore storico-architettonico in quanto progettato nel XVIII secolo dall’architetto Alessandro Pompei quale “Dogana da terra e del fiume Adige”. La visita sarà condotta per gruppi da guide esperte arruolate tra i volontari del Fai: saranno raccontati gli aspetti storici e artistici dell’edificio e specialisti interni all’Istituto illustreranno una parte rilevante dell’attività di tutela che compete alla Soprintendenza, in particolare il prezioso lavoro di restauro, mostrando alcune opere in corso di restauro e illustrando le tecniche del lavoro. Un’occasione rara per visitare un edificio di grande valore storico, e per scoprirne l’attività».

Il complesso, costituito dalla dogana d’acqua e dalla dogana di terra, viene progettato nel Settecento, sulla scia di quell’opera di conversione del linguaggio! architettonico ad una nuova forma razionale che si contrapponesse alla vecchia cultura barocca, di cui Scipione Maffei fu tra i maggiori esponenti, sostenendo una razionalizzazione della «macchina urbana» con nuove strutture commerciali. Verona aveva bisogno di un’unica dogana per impedire il commercio illecito e nel 1743 si decise di ricostruire, al posto di quella preesistente a San Fermo, una nuova struttura. Fu bandito un concorso e scelto il progetto di Alessandro Pompei: la costruzione iniziò nel 1745 e la struttura fu inaugurata nel 1748. Il complesso della nuova fabbrica si articolava intorno ad un ampio cortile rettangolare con grande peristilio a doppio loggiato di ordine dorico sul lato opposto all’ingresso.