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 L´ITINERARIO. Il campanile della chiesa di San Giovanni Battista a Tomba Extra venne costruito nel 1817, ricordato nelle cronache locali come «l´anno della fame».

I sei bronzi sono montati su ruote molto grandi in stile ambrosiano Si estendono oltre la cella e sono protette da gabbie metalliche.

 

La chiesa, e il campanile, che non ti aspetti. È quella di San Giovanni Battista a Tomba Extra, che, tanto per dire, contiene la raffigurazione più completa della vita di San Giovanni Battista, tra cui la natività del santo raramente dipinta, 21 quadri realizzati a fine ´800 da un pittore sordomuto, Antonio Salamoni. Andiamo a scoprire questo luogo poco conosciuto insieme al professor Paolo Perina, appassionato di storia, con Giulio Veneri della Scuola campanaria veronese, e Mario Patuzzo autore di libri sulla storia di Verona.
ENTRIAMO nella base del campanile a fianco dell´altare maggiore di questa armoniosa chiesa in stile neoclassico. Siamo nella camera di suono e qui il sistema è solo manuale. Affrontiamo una prima scala a pioli e quindi una serie di scalette di legno. Dopo 80 scalini arriviamo nella cella campanaria ingentilita da balustre con colonnine. Le sei campane in parte sprogono all´esterno e sono protett! e da gabbie metalliche. Si tratta di campane con ruote molto grandi, secondo il sistema ambrosiano, un po´ difficili da suonare, cosa che non spaventa affatto l´attivo e nutrito Gruppo campanari di Tomba.
IL CAMPANILE venne costruito nel 1817, «l´anno della fame» precisa Veneri, ma era purtroppo un campanile senza campane. Fallito il tentativo di avere gratuitamente alcune campane provenienti dalle chiese demaniate da Napoleone, la popolazione decise di commissionare nel 1820 alla ditta Cavadini un concerto di cinque campane, ma a detta dello stesso fonditore, la solidità e l´intonazione dei sacri bronzi lasciavano a desiderare, tanto che il Cavadini si dichiarò disposto a rifondere l´intero concerto. Nel 1836 il nuovo parroco don Melegati, di sua iniziativa, senza interpellare la fabbriceria, fece rifondere una delle campane piccole a un concorrente del Cavadini, la Fonderia Selegari.
NE NACQUE una controversia tra il parroco e ! la fabbriceria che ebbe termine solo dopo la guerra del 1848. ! Da un inventario conservato nell´archivio parrocchiale di Tomba si evince che nel 1849 la comunità aveva finalmente il suo bel concerto di campane. Dal peso delle campane si può dedurre che si trattava, per l´epoca, di un concerto di tutto rispetto, da far invidia a molti paesi della nostra provincia. La grossa, in tonalità Re b3, pesa 1.120 chili e ha un diametro di 126,6 centimetri, ed è dedicata a Santa Maria Vergine del Rosario, come indica una delle immagini. Tra le altre funzioni veniva suonata per scacciare il diavolo.
IN 188 ANNI il campanile, alto una trentina di metri, ha subito numerosi interventi di sistemazione e anche oggi ci sarebbe necessità di un intervento nella cella campanaria, al castello delle campane. L´anno scorso, inoltre, sono state tolte delle malte pericolanti. Ma già nel 1862 ci sono testimonianze di un intervento urgente di restauro «perchè sulla pubblica via cadevano pezzi di banda», cioè di copertura del tetto! . Nel 1865 la cupola, rifatta solo tre anni prima, rischiava di cadere. Nel 1885 si registrano ulteriori interventi e nel 1905 la Giunta comunale autorizza la spesa di lire 200 per «lavori urgenti» al campanile.
LA VISTA che si gode da questo campanile spazia da un lato in direzione della chiesa di Santa Teresa e del centro, con alle spalle le Torricelle e il santuario della Madonna di Lourdes, e, dall´altro, sull´abitato di Tomba dove, tra le vie del rione, spiccano delle eleganti palazzine in stile Liberty.31-continua

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 7/04/2013

Note: CRONACA – Pagina 24