ANNIVERSARI STORICI. Con i suoi ottantatre metri di altezza domina la città da 550 anni.
Venne cominciata nel 1172 e sopraelevata in più riprese. Non si conosce il nome dell’architetto. La curiosità del tetto: un ottagono.
E’ da 550 anni che la torre dei Lamberti, in piazza Erbe, con i suoi 83 metri, domina la nostra città. Se, infatti, le origini di questa altissima costruzione, che era una casa-torre, risalgono al basso Medioevo, quando, a Verona, le famiglie ricche e potenti, in contrasto fra loro, si costruivano edifici alti e fortificati, solo a metà del Quattrocento i lavori vennero conclusi e la torre raggiunse l’altezza attuale. Gli stemmi del podestà Francesco Bon e del capitano Giovanni Malipiero, oltre all’iscrizione nel parapetto verso la piazza, fanno sapere che, nel 1464, il lavoro era compiuto. Poco si sa dei Lamberti che, nel Duecento, furono una delle famiglie più ricche e più in vista e furono podestà di Cerea dal 1202 al 1222. Ma, in seguito, forse furono banditi e poi estinti.
LA TORRE, secondo l’antica cronaca di Pier Zagata, fu iniziata nel 1172, ma fu di modesta altezza, come indicano le parti più basse, in tufo e cotto. Il 28 n! ovembre 1295, benché fosse un edificio privato, accolse le campane del Comune e fu chiamata “La torre delle campane”: aveva la campana piccola “del fogo” (del fuoco) e la grande per l’aringo, il richiamo dell’assemblea comunale e dei cittadini alle armi. Per quello si chiamò “el Rengo”. La più piccola, quella del fuoco, fu denominata Marangona alla veneziana, come quella che dal campanile di San Marco segnava i momenti di lavoro a falegnami (marangoni, appunto) e artigiani.
Dopo un secolo e mezzo, nel 1448 circa, la torre fu sopraelevata e portata fino all’altezza della copertura dell’orologio, come testimoniano gli stemmi dei Rettori veneti. Poco dopo, nel 1452, vennero rifuse le campane dal maestro Gasparino di Vicenza e, l’11 agosto, il Consiglio decise di alzarla ancora e di abbellirla. La nuova parte fu mantenuta in forma quadrata, ma venne alleggerita, prima con finestre ad arco a tre lobi, poi con belle bifore con l’arco i! n tufo e cotto, in stile ancora romanico.
LA TORRE era a! rrivata alla sommità delle finestre verso il 1457, ma il Consiglio e i Rettori decisero di concluderla con un capitello ottagonale a imitazione dei campanili veneziani. Fu costruito aperto in ogni lato, con finestre bifore in pietra: un capolavoro di eleganza architettonica, ultimato, appunto, nel 1464. Molto curioso il tetto della torre dei Lamberti, che è un ottagono bianco a falde triangolari e richiama gli ombrelloni del sottostante mercato. Non si conosce il nome dell’architetto; da alcuni conti, conservati in documenti all’Archivio comunale, si sa soltanto che ai lavori presiedette Zeno Verità. Fra gli artisti è ricordato un mastro Antonio di San Bastia del lago di Como: fu lo spezaprea (il tagliapietra, lo scultore) che lavorò le colonne dei capitelli, nel 1463.
L’OROLOGIO fu collocato soltanto nel 1779, con i fondi del podestà Nicolò Segredo.
Venendo alle campane, rengo e marangona vennero rifuse più volte. L’attuale rengo risale al 1557, rifuso da! i Bonaventurini che lo avevano già rifatto nel 1521. Diametro di circa due metri e peso di ben 42 quintali, è una delle migliori campane del Rinascimento, sia dal punto di vista acustico che decorativo, oltreché una rarità. La marangona che suona ancora oggi è invece una campana dell’ottocento; è ottima e ricca fusione del 1833 di Giovanni Cavadini direttore della più nota fonderia veronese. Rifuse anche la Rabbiosa e la Bajona, le altre due campane della torre.

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 18/08/2014

Note: CRONACA – Pagina 15