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IL PATRIMONIO CULTURALE. Blitz di Tosi insieme con l’assessore Caleffi e il consigliere Fantoni sul tetto merlato e selfie su Twitter. L’esempio della Torre dei Lamberti
Il monumento che si alza in piazza Erbe venne costruito da Cansignorio nel 1370. Il sindaco: «Un panorama fantastico»

È la torre più antica della città, e d’Europa fra quelle con orologio. Citata in un documento del 1206, nel 1370 Cansignorio della Scala vi dette la sua forma attuale. Ieri, sulla torre del Gardello, alta 45 metri, è salito per la prima volta il sindaco Flavio Tosi insieme all’assessore all’urbanistica Gian Arnaldo Caleffi e al consigliere comunale Gianluca Fantoni che da anni si batte per il restauro e la riapertura ai turisti del monumento, di proprietà comunale. Al blitz è seguito un tweet dello stesso sindaco. Che si conclude con una promessa: «Che panorama. La apriremo al pubblico!».Entusiastico anche il commento di Caleffi. «Ovviamente», afferma, «sarà l’assessore ai Lavori pubblici ad inquadrare tempi e modalità di intervento, ma dal punto di vista urbanistico questo monumento merita sicuramente di essere valorizzato». Negli uffici comunali un progetto di ristrutturazione della torre c’è già. Dovrà ora passare al vaglio della Soprintendenza e soprattutto serviranno finanziamenti. Un investimento, assicura Fantoni, che «si ripagherà in pochi anni, basti pensare che la torre dei Lamberti, più alta ma meno antica, ancora una decina di anni fa in sette mesi aveva fruttato 250mila euro in biglietti… Chi, magari con un biglietto cumulativo, non vi salirebbe? Anche Tosi e Caleffi», giura, «sono rimasti sbalorditi, è come tornare in pieno Medioevo». Una battaglia che sembrava vinta otto anni fa. «L’antica torre», annunciò allora Fantoni, «sarà restaurata e riaperta ai visitatori entro il giugno del 2011. Gli 800 mila euro necessari per portare a termine il progetto», aveva poi assicurato, «saranno coperti dai fondi dell’otto per mille messi a disposizione dal governo». Poi tutto si inceppò. A gettare una secchiata d’acqua sugli entusiasmi fu l’allora assessore all’edilizia monumentale Vittorio Di Dio: «Alla data odierna», era il 23 aprile 2008, «non risulta confermato alcun finanziamento per l’intervento di restauro». E ora, l’instancabile Fantoni, nel frattempo riavvicinatosi alla maggioranza tosiana dopo un periodo di freddo, torna ad accarezzare il suo sogno. «Oltre a restituire un bene storico ai veronesi, si aggiungerà un’altra irrinunciabile offerta turistica della città. Quando sarà aperta al pubblico anche la torre del Gardello diventerà una meta irrinunciabile». Per ora l’entrata nella torre medievale, che sorge a fianco di Palazzo Maffei, è interdetta al pubblico. E i turisti per fotografarla devono dribblare i cassonetti delle immondizie e le esche topicide.Originariamente molto più bassa, la torre che pare prenda il nome dalla famiglia cui, secondo alcune fonti storiche, apparteneva l’edificio nel XII secolo, venne innalzata e restaurata da Cansignorio fra l’aprile e l’agosto del 1370, come attesta un’iscrizione in caratteri gotici dell’epoca. Nello stesso anno vi si collocava il primo orologio a campana della città, e fra i primi in Europa. La campana, opera del maestro Jacopo, alta un metro e 70 e pesante quasi due tonnellate, è ora esposta, al sicuro, nel museo di Castelvecchio. «Il primo passo», esclama Fantoni, «potrebbe essere quello di ricollocare sulla torre l’antica campana». Dai suoi rintocchi la città seppe della fine della prima guerra, il 4 novembre 1918. L’ultimo intervento di restauro sul Gardello risale a mezzo secolo fa e interessò la scala di legno.

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 25/04/2016

Note: "Cronaca" Da pag. 7