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SITI ARCHEOLOGICI. In Valdonega, grazie ai volontari del Ctg, si può entrare nell’antica domus.

In estate numerosi gli accessi da parte di turisti consigliati dagli hotel. 

 

Valdonega, prorogata l’apertura della Villa Romana. Si allunga il calendario delle aperture gratuite alla domus dell’età giulio-claudia che resta aperta il sabato, dalle 15.30 alle 19.30, sino al 31 ottobre. A guidare la visita senza prenotazione è il Gruppo volontari del Centro Turistico Giovanile che tengono aperta al pubblico l’area archeologica. Ulteriori aperture del sito di via Zoppi, una traversa di via Marsala, sono possibili per gruppi e scuole contattando la segreteria del Ctg allo 045.8004592 o recandosi nella sede di via Santa Maria in Chiavica 7 o inviando una mail all’indirizzo info@ctgverona.it.Soddisfazione per la nuova estensione del calendario di visite all’area archeologica è stata espressa dal presidente del Gruppo volontari del Ctg, Silvano Mazzi, che ha ricordato quanto «sia crescente l’interesse per i resti della Villa Romana non solo fra i cittadini, ma anche in ambito turistico. Durante le aperture dei mesi estivi molti turisti, pure stranieri, hanno visitato la domus. Anche su segnalazione degli hotel».I resti della Villa Romana si estendono per una decina di metri, ma altri ambienti quasi certamente sono conservati sotto l’area verde che si allarga a nord. Le sale visitabili, con mosaici ed affreschi, si affacciano su un porticato ad «L» che forse si apriva su un giardino. Di particolare interesse è l’ambiente principale che è stato interpretato come «oecus corinthius», di gran moda nell’antica Roma. É un’ampia stanza con colonne, apertura a volta nella parte centrale e piana sopra l’ambulacro perimetrale utilizzata per feste, banchetti e ricevimenti.La struttura è ricordata da Marco Vitruvio Pollione nel suo trattato De architectura, scritto intorno al 15 a.C. e dedicato all’imperatore Augusto, ed è testimoniata a Pompei nella casa del labirinto e di Meleagro. La Villa Romana di Valdonega può essere confrontata con la villa pompeiana dei Misteri per la sua impostazione del settore sud-occidentale che presenta due ampi oeci divisi da un passaggio ed affacciati su un portico ad «L» a cui segue un giardino pensile. Nella domus di via Zoppi sono conservati affreschi e mosaici con figure di animali e piante. C’è anche una Medusa con gli occhi aperti, tipicamente romana. oM.CERP

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 26/10/2015

Note: CRONACA – Pagina 13