EVENTI/1. Si è inaugurato l’anno accademico dell’Università dell’edu
cazione permanente. Gli iscritti sono quasi tremila.

Grezzana: «Anche la cultura è fondamentale per stare bene. Nelle case ci sono ancora
troppe barriere e anche sull’alimentazione si commettono spesso gravi errori»

Il cervello è come un paracadute: funziona se tu lo apri, ovvero se lo metti in moto. Parola del dottor Luigi Grezzana, rettore dell’Università dell’educazione permanente che con queste parole ieri mattina, in un affollatissimo auditorium della Gran Guardia, ha aperto la cerimonia di inaugurazione del nuovo anno accademico. «Sono personalmente convinto che l’Università dell’educazione permanente faccia salute, che la cultura, intesa come curiosità e continua voglia di conoscere, mettersi in gioco, mantenersi attivi, sia una grande medicina. Due sono i problemi che ci preoccupano per gli anziani: la paura di cadere e la malnutrizione. Sembrano cose piccole, lo so, ma sono essenziali. Nelle case ci sono ancora troppe barriere architettoniche, e questo rende spesso insicuro il movimento delle persone avanti con gli anni. E quanto alla nutrizione, spesso si sbaglia sia per eccesso che per difetto. Anche riguardo a questi temi, l’educazione è una via fondamentale per stare bene. La nostra Università è una realtà unica in Italia, e la vastità e varietà, insieme alla qualità dell’offerta, sono un fiore all’occhiello per la nostra città».Per il 2017-18 sono 2.928 gli iscritti complessivi all’Università dell’educazione permanente, con 454 nuovi partecipanti rispetto all’anno precedente, 66 docenti e oltre 120 tra corsi, laboratori e conferenze.Le lezioni, che si terranno nella sede di piazzetta Sant’Eufemia, inizieranno lunedì 9 ottobre per concludersi venerdì 4 maggio 2018. Alla cerimonia di inaugurazione alla Gran Guardia, ieri mattina, sono intervenuti anche il sindaco Federico Sboarina, l’assessore alla Cultura Francesca Briani, il rappresentante dei docenti Oreste Ghidini e Gianfranco Zandomenighi del comitato dei partecipanti. «Una città cresce anche attraverso precorsi di formazione, aggregazione e condivisione, e questa iniziativa, giunta alla 36ª edizione, lo dimostra», ha detto il sindaco. «Ringrazio i docenti e tutto il personale, perché è grazie alla loro passione e al loro impegno che l’Università dell’Educazione Permanente continua a rappresentare per i cittadini un luogo di apprendimento ma anche e soprattutto di socializzazione e vitalità». «Fa molto piacere vedere così tanta e entusiasta partecipazione», ha detto l’assessore Briani rivolgendosi all’auditorium gremito. «I quasi tremila iscritti dimostrano il successo di una realtà che, per la qualità del programma didattico, è sicuramente un’eccellenza a livello nazionale, oltre che un vanto per la nostra comunità».A seguire, sono stati premiati rispettivamente i docenti con 10, 25, 30 e 35 anni di insegnamento e quindi gli iscritti con 25, 30 e 35 anni di frequenza: una lunga fedeltà che dimostra quanto il lavoro svolto in questi anni abbia trovato solidi consensi tra i veronesi.«Frequento l’università dal ’92», spiega la signora Stella Adami, «Quest’anno ricevo il riconoscimento per i 25 anni di frequenza. E non vedo l’ora che le lezioni ricomincino. Per me si tratta davvero di uno spazio importante, che mi ha dato molto. Fin dall’inizio, frequento i corsi del dottor Grezzana, di cui ammiro moltissimo la capacità di spiegare e di rapportarsi con tutti noi, Ora mi sono appassionata anche a quelli di cinese, sono un’occasione per conoscere la politica, il costume, la società di un mondo molto diverso e lontano dal nostro».«Sono al traguardo dei 25 anni di frequenza anch’io», fa eco la signora Fiorenza Lacchi. «Con Stella abbiamo cominciato insieme e ci siamo appassionate insieme. Tra i corsi che amo ci sono anche quelli di letteratura ed erboristeria: frequentare è davvero un’occasione per conoscere e tenere la mente allenata».

Alessandra Galetto

Tratto da: arena-cronaca - pag.19

Data: 5/10/2017

Note: Alessandra Galetto