VIAGGIO NELL’EMERGENZA. Il fiume ha ingoiato l’alzaia che costeggia lungadige Attiraglio, momentaneamente chiuso
Allagamenti al centro del Bottagisio e al Pestrino. Alcuni canoisti sfidano il fiume: fermati dalla polizia. Valutata l’apertura della galleria Mori-Torbole per scaricare l’acqua nel Garda

L’Adige in piena a Ponte Pietra ha scatenato le foto e i video di molti veronesi e turisti FOTO MARCHIORI

Alcuni canoisti hanno sfidato la piena per divertirsi in Adige, incuranti dei tronchi portati dal fiume

Volontari della Protezione civile sistemano le paratie ai giardini della Giarina MARCHIORI
A Parona, al contrario di quanto mostra un video girato in Trentino ma che i social “trasferiscono” nella frazione famosa per la festa della renga, non ci sono trote trascinate in strada dalla corrente. Ma il livello dell’Adige, che ha superato la seconda soglia di guardia e che per chilometri ingoia il sentiero sull’argine, a chi viaggia sul lungadige Attiraglio fa veramente paura. L’acqua limacciosa che porta con sé tronchi, rami e perfino pali della luce divelti sembra sempre sul punto di tracimare. Tanto che, in mattinata si era deciso di chiudere la strada. E alla diga del Chievo molti non resistono alla tentazione di fermarsi per un selfie con il fiume in piena sullo sfondo.A Castelvecchio e sul ponte Nuovo, intanto, i volontari della Protezione civile installano paratie per fronteggiare l’emergenza. Lo stesso si fa all’ex Dogana, dove il livello dell’acqua, in alcuni punti, arriva a mezzo metro dall’argine. Una minaccia incombente che non lascia tranquillo chi abita ai Filippini. Danni rilevanti, intanto, la piena dell’Adige li ha già fatti al centro sportivo Canoa Club al Chievo. Il canale di slalom sulla riva di sinistra, da poco realizzato grazie al finanziamento del Coni, è completamente sommerso. Molti dei pali di legno sono stati portati via dalla forza della corrente cui si sono aggiunti tronchi e detriti. Al loro posto, pur se danneggiati, sono rimasti quelli in acciaio. In serata il presidente del Canoa Club, Bruno Panziera, si vede costretto ad emanare un comunicato: «I nostri impianti al Chievo e a Verona sono chiusi fino a nuovo ordine della protezione civile e abbiamo diffidato tutti i soci dallo scendere in acqua». Qualcuno gli aveva appena telefonato per dirgli che, non si sa dove, qualche sconsiderato in cerca di brividi era sceso in Adige con delle canoe. In serata, proprio mentre si stava scatenando un forte acquazzone, sette canoisti sono stati rintracciati, fermati e identificati dagli agenti delle volanti della polizia all’altezza del Boschetto, in zona Pestrino. Ora rischiano una denuncia per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. «La conta dei danni», continua Panziera, «si potrà fare solo tra qualche giorno, la cosa certa è che questa è una mazzata che non ci voleva… È di queste ore, tra l’altro, la notizia che il nostro impianto è stato scelto per il campionato italiano di slalom che si svolgerà a settembre, speriamo di poter ripristinare in tempo il canale, è ovviamente saltato, invece, il raduno, programmato dal 2 al 5 novembre, delle giovani speranze della nazionale azzurra». Davide Cocchio, responsabile dell’Adige Rafting, spiega che il problema è dovuto al caldo eccessivo che fa sì che la neve cada solo sopra i 2.200 metri. «In questo modo l’acqua viene giù tutta, la preoccupazione maggiore è per stanotte» afferma osservando il fiume. I magazzini, intanto, sono già stati svuotati e gli ingressi protetti da pesanti paratie per proteggere il piano terra che ospita la palestra e gli spogliatoi. «Nel novembre 2014», continua Cocchio, «l’Adige era già arrivato a questo livello, intanto teniamo d’occhio i dati degli idrometri: a Verona siamo a 1.100 metri cubi al secondo, conforta che a Trento si sta abbassando da 1.400 a 900, ma se continua a piovere…». La Protezione civile del Veneto, nel frattempo ha attivato la procedure per l’eventuale apertura della galleria Mori-Torbole che potrà fungere da scolmatore sul lago di Garda. Una manovra che non viene realizzata da quasi vent’anni e che ha lo scopo di alleggerire l’ondata di piena nelle località toccate dal basso Adige. Il capo del Dipartimento di Protezione Civile, Angelo Borrelli, ieri sera ha spiegato: «In questo modo sarebbero deviati verso il lago circa 500 metri cubi al secondo e questo consentirebbe di far scendere il livello del fiume, evitando di far arrivare la piena su Verona». E nella notte appena trascorsa era infatti attesa una nuova fase di piena verso le 5 del mattino.La quantità di pioggia caduta mediamente in Veneto ha toccato i 500 millimetri in 48 ore, dato che non si registrava dal 1966 in proporzioni di questo tipo. «Ma bisogna considerare anche il fatto», continua Cocchio, «che il lago di Garda sta già soffrendo per le conseguenze della piena del Sarca…».Era stato lui il primo, al centro sportivo del Chievo, a rendersi conto della gravità della situazione. Domenica alle 15 era infatti in programma un’uscita, ma dopo aver visto i dati degli idrometri del Trentino, ha deciso di annullare tutto, una decisione provvidenziale. Ore d’ansia anche nel vicino centro calcistico Bottagisio dove si sigillano con poliuretano espanso gli infissi delle porte e si preparano “trincee” con sacchi di sabbia. Arriva anche il presidente Luca Campedelli, ostentando ottimismo. Intanto, in via precauzionale, tutte le attività vengono sospese. Marco Pisani, responsabile manutenzioni, ci accompagna sui campi in sintetico. Si teme per i possibili danni che l’acqua mista a fango e detriti potrebbe causare. Qualche metro più in là, la corrente porta a riva anche un pallone che era rimasto incagliato fra gli arbusti. Proseguono invece, sul lato opposto della città, al Boschetto, le attività del maneggio dove l’acqua ha allagato i parcheggi privati nella zona più a ridosso del fiume. «I cavalli sono tranquilli, non si stanno accorgendo di niente», sorride Silvia, la responsabile della struttura, che allarga le braccia: «Finora nulla che non si sia mai visto».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 12

Data: 30/10/2018

Note: Enrico Santi - foto servizio Marchiori