EREDITÀ STORICA. L’antica Casa dei Mercanti in piazza Erbe, le cui origini affondano nel XIII secolo, non è utilizzata da decenni e la ristrutturazione interna è problematica
Serve la scala di sicurezza e anche un ascensore per essere a norma Ma c’è l’inghippo dei vincoli storici . Il progetto c’è, non è mai decollato.
Un palazzo medievale che si affaccia su piazza Erbe, splendido esempio di architettura antica, noto più che altro come luogo per improvvisati pic nic. Perchè, a parte la banca che occupa il pianterreno, la Domus Mercatorum è utilizzata soprattutto così, come «divano» per un’infinità di turisti che acquistano panini, bibite, macedonie e gelati nella zona e poi si accomodano a consumarli seduti sugli scalini dell’antica casa dei mercanti. C’è stato anche di peggio. Fino ad anni recenti, quando finalmente è arrivato il divieto, l’atrio era utilizzato come parcheggio per motorini e biciclette, spettacolo ancora più desolante dei turisti in t-shirt e braghette che sostano con i loro panini sotto alle storiche arcate.Il problema è che questo edificio di proprietà della Camera di Commercio (escluso il pianterreno) non è mai stato riutilizzato dopo che l’ente camerale è traslocato nell’attuale sede di Corso Porta Nuova nel 1971. L’inaugurazione avvenne il 4 dicembre alla presenza dell’allora sottosegretario di Stato al Tesoro onorevole Antonio Bisaglia in rappresentanza del Governo.Dal 1999 la storica Domus Mercatorum è vuota. Tutto chiuso il lungo primo piano (779 metri quadri, 4.004 metri cubi) e nei tre piani dell’edificio contiguo (casa Bresciani, 301 metri quadri, 1.092 metri cubi), fra piazza Erbe e vicolo Corte Spagnola, affittati negli anni Settanta alla Regione per la sede del Coreco. È rimasto operativo solo il piano terra (venduto decenni fa all’istituto bancario) dove ha sede la filiale del Banco BPM (277 metri quadri).Al primo piano risultano ancora una trentina di grandi stanze con gli stemmi di vicari e consoli che governavano la casa dei mercanti, le porte stemmate di chi vi amministrava la giustizia ogni semestre. E poi lapidi, epigrafi, rilievi marmorei murati anche in ebraico e in arabo, affreschi diffusi e fregi, varchi lapidei originali e vari brani di storia. Un angelo del Trecento, strappato dai muri, venne trasferito nella nuova sede.Nel 2003 l’ente camerale ha provveduto al restauro delle parti esterne, salvando il decoro dell’edificio, a differenza di altri palazzi storici vuoti e abbandonati al proprio destino, salvo le necessarie quanto orrende imbragature contro la caduta di frammenti. E da allora è partita la gara alle ipotesi di riutilizzo, a partire da quella del 2005 di ospitarvi gli uffici della Fondazione Arena. L’ente camerale aveva anche pronto un progetto di ristrutturazione in project financing da sei milioni di euro, che però non è mai decollato. Tra le diverse proposte di utilizzo, un museo della città, uno spazio polifunzionale aperto tutto l’anno, un museo virtuale dedicato al mito di Giulietta e Romeo, uno spazio dedicato ai personaggi illustri di Verona, un front office per i turisti e altre ancora.Non è successo nulla, soprattutto per l’impossibilità di realizzare in questo edificio storico vincolato dalla Soprintendenza un’uscita di sicurezza e di inserire un ascensore per le persone disabili, come prevedono le norme su sicurezza e superamento delle barriere architettoniche. Quattro anni fa la Soprintendenza aveva fatto sapere che «non c’erano problemi burocratici» per mettere mano alla Domus Mercatorum, anche se non si nascondevano le difficoltà di armonizzare un simile patrimonio storico e artistico con l’inserimento di scala di sicurezza e l’ascensore. E tutto è rimasto lì. (7-continua)