IL RECUPERO. In autunno torna all´antico splendore in un´area protetta.
Casali: «Pannelli di cristallo per valorizzare il lato Adige e illuminazione a giorno anche di notte».
Ancora pochi mesi ed entro l´autunno, l´Arco dei Gavi verrà restituito a veronesi e turisti in tutta la sua bellezza e imponenza. Il monumento, ripulito e restaurato, poserà su un basamento di pietra bianca. E tutto intorno, eccezione fatta per il camminamento centrale, ci sarà un´area verde con nuovi alberi e panchine.
Aperti dalla mattina alla sera, i giardinetti dell´Arco all´ombra di Castelvecchio saranno calpestabili e fruibili in ogni centimetro. La notte, però, l´area verrà chiusa e la sicurezza affidata ad un sistema di videosorveglianza in grado di rilevare ogni intrusione, allertando la centrale operativa dei vigili. Alta poco più di un metro, infatti, la recinzione da sola non sarebbe bastata a tutelare il monumento, mettendolo al riparo dagli atti vandalici.
I lavori, costati complessivamente 700 mila euro, di cui 200 coperti dal Comune e 500 dalla Fondazione Cariverona, sono entrat! i nel vivo questa settimana. Prima di procedere alla riqualificazione dell´area, però, rimane da rimuovere il prezioso mosaico romano – un fazzoletto di pavimentazione antica millenni di circa 5 metri per 3 – venuto alla luce con il cantiere. Una volta imbrigliato nelle tela protettiva, scavato e rimosso, il mosaico dovrebbe trovare posto agli Scavi Scaligeri. Le delicate operazioni di rimozione sono iniziate in questi giorni. L´assessore all´Edilizia monumentale Stefano Casali si è recato ieri in sopralluogo insieme a Giancarlo Giani della Fondazione Cariverona, l´ex consigliere comunale Marco Comencini e alcuni tecnici dell´Area Lavori pubblici.
«Finalmente dopo tanto tempo è partito l´intervento di riqualificazione di piazzetta Castelvecchio. Anche di notte, il sito sarà illuminato a giorno, valorizzato così 24 ore su 24», ha spiegato Casali.
Tra le peculiarità più innovative, la parziale rimozione del parapetto che ! si affaccia sull´Adige che sarà sostituito con pannelli! di cristallo antisfondamento, offrendo la possibilità di godere dalle vicine panchine della vista del fiume.
Se presto si accenderanno le luci sull´Arco rimesso a nuovo, stanno già calando però molto i riflettori sulla vicina domus romana venuta alla luce durante gli scavi per il progetto – poi bocciato – di creare dei valli anti-writers attorno al monumento. Una struttura che secondo la soprintendenza potrebbe estendersi adirittura fino a palazzo Canossa. «Data l´estensione della struttura non è da escludere che siano stati proprio i proprietari di questa domus di epoca imperiale – contemporanea all´Arco – a commissionarlo», ha spiegato l´architetto Maria Grazia Martelletto della Soprintendenza per i Beni Archeologici. Di certo, la scoperta della casa romana, «stravolge molte delle convinzioni che avevamo circa l´estensione della Verona romana dell´epoca, teoricamente circoscritta a Porta Borsari», ha aggiunto Martelletto. ! «E´ un sito importante, che lasciamo agli archeologi del futuro e che verrà studiato quando le risorse lo permetteranno».I.N.

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Note: CRONACA – Pagina 9