LA POLEMICA. Il candidato del centrodestra, Federico Sboarina.
«Si fa un’operazione di marketing con quello che abbiamo di più prezioso. Ma non è altro che una bufala».
«Con tutte le cose di cui c’è bisogno a Verona, la copertura dell’Arena direi che è l’ultima nella scala delle priorità. È solo uno dei tanti effetti speciali che l’amministrazione uscente ha progettato per impressionare qualcuno o favorire qualcun altro. Per ora, l’unico che ci ha guadagnato è lo sponsor privato che, con un investimento minimo, si è fatto una campagna pubblicitaria internazionale accostando al suo nome il grande simbolo della città».A dirlo è Federico Sboarina, candidato sindaco del centrodestra, in polemica con l’amministrazione Tosi. «Se i quadri rubati di Castelvecchio erano i “gioielli dei veronesi”, l’Arena cos’è?», prosegue. «È ben di più, è qualcosa di ancora più caro, è la “famiglia dei veronesi”, un legame profondo che ognuno sente proprio e da cui non ci si separa. A chi verrebbe in mente di offrire la sua famiglia per una operazione di marketing di qualcun altro? È uno spregio che nessuno farebbe con ciò che ha di più caro». Per Sboarina, «non solo non serve la copertura, ma non deve essere in alcun modo una merce di scambio. Ci sono ben altri modi per modernizzarne l’impiego e per lanciarla in tutto il mondo. Primo fra tutti, una vera e concreta politica culturale, quella che è mancata in questi ultimi cinque anni, lasciando quella che è fra le città più turistiche d’Italia senza un assessore alla Cultura. I Romani ci hanno insegnato che nell’anfiteatro si tengono i grandi avvenimenti cittadini, i grandi spettacoli e le grandi occasioni. Dobbiamo solo continuare a farlo, puntando in alto come loro. Dobbiamo alzare l’asticella della qualità, non quella dei tendoni. Solo chi non sa più quali cartucce sparare si inventa di buttare nella mischia persino la propria “famiglia”, costruendoci una bufala come la copertura dell’Arena».

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 24/04/2017

Note: CRONACA - pag. 8