Parte delle palazzine non originali che saranno abbattute

LA CITTÀ CHE CAMBIA. Entro gennaio la conclusione della progettazione. Saranno demolite le palazzine non originali
Sette i lotti previsti, troveranno posto l’Accademia di Belle Arti, servizi, parco e mercato urbano. Si prevedono cinque anni di lavori
Il cronoprogramma per la riqualificazione dell’Arsenale ha finalmente dei punti fermi. La Politecnica Ingegneria e Architettura di Modena si è aggiudicata la gara europea per la progettazione definitiva ed esecutiva del compendio. E ora il futuro dell’ex complesso asburgico può davvero iniziare ad essere messo nero su bianco. Nei prossimi sei mesi, presumibilmente entro gennaio, sarà conclusa la progettazione definitiva dell’intero complesso.Lo hanno annunciato ieri mattina il sindaco Federico Sboarina, l’assessore alla Pianificazione Urbanistica Ilaria Segala e l’assessore ai Lavori Pubblici Luca Zanotto nel parco interno dell’Arsenale insieme all’ingegner Michela Goldoni di Politecnica, società capogruppo di un raggruppamento, del quale fanno parte F&M Ingegneria di Venezia, Studio De Vita & Schulze Architetti di Firenze, Coprat di Mantova, SAMA Scavi Archeologici di Napoli e la restauratrice Monica Endrizzi; esperti che lavoreranno in sinergia sotto la direzione di Politecnica. «Le idee sulle destinazioni d’uso l’amministrazione le ha già chiare quindi il lavoro dei prossimi mesi consisterà soprattutto nell’esaminare e controllare le proposte per verificare se siano compatibili e in che modo con i corpi di fabbrica», anticipa Goldoni. L’obiettivo, infatti, è cercare di intaccare il meno possibile la storicità del sito.«L’Arsenale comincia a rinascere. Tra pochi mesi sarà un grande cantiere», ha detto Sboarina. «In tre anni abbiamo fermato il progetto del centro commerciale che non piaceva a nessuno, fatto indagini e studi approfonditi, indetto e concluso la gara europea e fatto partire i cantieri».Sette i lotti dei lavori che potrebbero vedere la luce entro cinque anni e che spaziano dal recupero della Corte Ovest, in cui traslocherà l’Accademia di Belle Arti, al recupero della Corte Centrale in cui si concentreranno i servizi e le funzioni destinate a giovani, innovazione, arte e ambiente. E ancora, riqualificazione Corte Est che ospiterà il mercato urbano, il parco urbano esterno, il recupero dei muri perimetrali.Tra i primi interventi già in programma, a ottobre – oltre alla ristrutturazione delle coperture della palazzina di Comando già in atto e seguite proprio da Politecnica che si era aggiudicata questo primissimo stralcio – i cantieri per il rifacimento di tutti gli altri tetti. Seguirà, a gennaio, la demolizione delle tre palazzine della Corte Ovest che guardano verso la vasca dell’Arsenale: tre costruzioni non originali e dunque non vincolate. Questi spazi ora ospitano l’apprezzatissimo Centro di riuso creativo e archivi comunali: tutto sarà trasferito in altra sede a partire dalle prossime settimane.E ancora, entro marzo, inizierà la bonifica ambientale. Dalle indagini fatte dal Comune in un anno e mezzo, è emerso che la falda acquifera non è intaccata dai metalli che inquinano invece il suolo. Per la bonifica, le cui opzioni hanno fatto discutere durante l’ultima commissione Arsenale, l’ipotesi (costo circa 400mila euro) è di inserire una geogriglia prima dell’ultimo strato di terra. Una barriera fisica che permetterebbe di eliminare il rischio di contatto con materiale presente nel sottosuolo. «Sembra l’opzione migliore soprattutto alla luce di quanto emerso dagli studi che evidenziano un rischio sanitario bassissimo. I nostri bambini non corrono nessun pericolo», tranquillizza Segala.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 14

Data: 4/07/2020

Note: Ilaria Noro - fotoservizio Marchiori