Il sindaco Sboarina con gli assessori Segala e Neri e la pianta dell'«Ars district»

IL PROGETTO. Presentato il programma di recupero della cittadella ex militare di Borgo Trento, con tutte le destinazioni d’uso. L’iter partirà nella seconda metà del 2019
Nuova sede dell’Accademia, spazi per musei e laboratori, ma anche mercato urbano e parco con esplanade e punti ristoro.
Si chiamerà «Ars district». È il nuovo Arsenale nato dalla selezione delle sessanta idee prese in esame da Palazzo Barbieri dopo l’annullamento del project financing ricevuto in eredità dalla precedente amministrazione comunale e bocciato perché ritenuto troppo commerciale. Circondato da un parco di 65mila metri quadri, la cittadella «dedicata all’arte, alla cultura, all’innovazione tecnologia e all’enogastronomia di qualità» – così è stato sottolineato ieri durante la presentazione ufficiale, presente il sindaco Federico Sboarina, avvenuta ieri all’interno di quella che sarà la Corte centrale – sarà suddivisa in quattro parti. Una volta ristrutturato, il compendio ospiterà anche l’Accademia di belle arti, la cui sede si trova ora nel palazzo Montanari, e un mercato urbano, sull’esempio di quello di Firenze.Le idee, quindi, ora ci sono, mentre per quanto riguarda i tempi di realizzazione si dovrà pazientare. L’avvio della progettazione definitiva di restauro e rifunzionalizzazione, fa sapere l’assessore al lavori pubblici Luca Zanotto, è previsto nella seconda metà del 2019. È imminente, invece, la conclusione del cantiere per il rifacimento provvisorio dei tetti su alcuni edifici nella Corte ovest. I primi lavori, da 9 milioni di euro, di restauro delle coperture partiranno nella seconda metà del 2020. Per questi interventi, il Comune stanzierà ulteriori 18 milioni. Alla presentazione, oltre al sindaco e all’assessore ai lavori pubblici, sono intervenuti gli assessori all’urbanistica, alla cultura e al patrimonio Ilaria Segala, Francesca Briani e Edi Maria Neri, la presidente della commissione Arsenale Paola Bressan, il consigliere comunale Andrea Velardi e il presidente dell’Accademia Marco Giaracuni.Com’era stato già anticipato nelle scorse settimane, la Palazzina di comando, all’ingresso dell’ex caserma austriaca, ospiterà al suo interno le collezioni visitabili dei depositi di geologia, botanica, zoologia, paleontologia, con aule didattiche, laboratori e una caffetteria, del museo di Storia naturale e le biblioteche specialistiche e d’arte ora consultabili a Palazzo Pompei e a Castelvecchio. «Saranno aperti alle scuole, ai turisti e a tutti i veronesi e ciò servirà a sviluppare itinerari turistici alternativi a quelli tradizionali», sottolinea Briani. La «rockstar dell’Ars district», esclama Velardi, sarà la Corte centrale. «Sarà un ambiente che coinvolgerà tutte le generazioni grazie a una visione unica di un luogo che ambisce ad esser il distretto dell’arte, delle relazioni e della socializzazione, valorizzatore di storia e cultura ma che punta decisamente su futuro e internazionalizzazione». l’«Ars Central» comprenderà una foresteria per studenti da duemila metri quadri, spazi per co-working e dedicati all’innovazione e alle start-up, laboratori d’arte urbana e una nursery a disposizione delle famiglie. A illustrare il disegno sulla Corte ovest è l’assessore Neri. «L’idea di farne la nuova Accademia di belle arti è stata accolta con entusiasmo poiché l’attuale struttura è ormai insufficiente». Lo scorso anno gli studenti iscritti erano 730 e quest’anno si prevede un ulteriore aumento. Palazzo Montanari sarà posto in vendita. «Abbiamo chiesto all’università se è interessata per un’eventuale espansione di Giurisprudenza. In caso contrario ne muteremo l’uso in ricettivo e il ricavato andrà tutto alla nuova sede all’Arsenale».

 

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 13

Data: 1/09/2018

Note: Enrico Santi - foto servizio Marchiori