L’ISTITUZIONE. Domani una cerimonia alla presenza del vescovo Zenti e del sindaco. Tra gli invitati il ministro Fontana

Un istituto tuttora ispirato al messaggio di San Comboni e al suo spirito missionario Il presidente Ciro Erbisti: «L’impegno è rimanere sempre fedeli ai nostri ideali»

L’asilo compie cent’anni, al Cesiolo ricordi in mostra. Domani, alle 10.30, la cerimonia con il vescovo, monsignor Giuseppe Zenti, e il sindaco Federico Sboarina. Quanti ricordi. I primi proprio dell’asilo. Ecco che il centenario è occasione di incontrarsi anni dopo. Tanti anni dopo. Quando si è diventati grandi. Su di un nastro di cartone ci sono le fotografie che segnano questo anniversario. Le prime in bianco e nero, le seconde a colori.Le più preziose sono quelle ingiallite perché da lì nasce la storia dell’asilo Cesiolo nel quartiere Pindemonte sino ad incontrare Borgo Trento, quando la struttura era gestita dalle Pie Madri della Nigrizia. Oggi è guidata da un comitato genitori. Ad accogliere autorità ed ospiti, molti saranno ex alunni, sarà il presidente dell’Associazione Genitori Scuola Cesiolo, Ciro Erbisti. Tra gli invitati il ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana, i presidenti della seconda circoscrizione Elisa Dalle Pezze e Fism Ugo Brentegani. Con loro anche suor Dorina Tadiello, superiora provinciale dell’Istituto, suor Fernanda Pellizer, superiora della Comunità del Cesiolo, e suor Carla Mauri, direttrice storica del «Cesiolo» dal 1974 al 1990 e dal 1998 al 2009. Accanto ci sarà suor Celestina, tuttora impegnata nella scuola materna. Figura che testimonia la volontà di rimanere ancorati all’ispirazione del fondatore, San Daniele Comboni, nella missione educativa verso tutti e nel più puro spirito missionario. Con il vescovo concelebra il parroco del Sacro Cuore, don Claudio Castellani. La storia della scuola comincia nel 1919, quando le Suore Missionarie Pie Madri della Nigrizia iniziarono il loro servizio all’infanzia per aiutare le famiglie del quartiere Pindemonte e della zona Cesiolo nel loro compito educativo. L’ampliamento dei locali della materna fu portato a termine nel 1971 per accogliere la scuola americana «Santa Maria Goretti». Si arrivò ad ospitare 180 bambini in quattro sezioni. Oggi, nell’asilo lavorano quattro maestre, due ausiliarie e una suora di supporto. Per la scuola è un principio fondamentale l’ispirazione ai valori della Chiesa Cattolica e, questo, «è molto apprezzato dalle famiglie», dice il presidente Erbisti. «Un impegno al primo posto con l’intento di rimanere fedeli all’origine della materna». «Nel passato, la scuola ha rischiato di chiudere due volte», ricorda. «Quindici anni fa, la prima. Poi nel 2012. Tra le difficoltà c’è la scarsa partecipazione dei genitori alla gestione per i numerosi impegni quotidiani. Al contrario c’è richiesta di attività».«Cent’anni di attività è un traguardo importante e non sono molte le scuole che lo hanno raggiunto», continua. «Ci impegniamo a dare continuità anche in un periodo dove le nascite nono sono numerose. Oggi, abbiamo una disponibilità di 65 posti distribuiti su tre classi. Un pregio per i bambini che possono frequentare un ambiente non sovraffollato. L’entrata è dalle 7.30 alle 9. Segue un momento di preghiera con suor Celestina. Poi, iniziano le attività della giornata sino al pranzo. I più piccoli andranno nel dormitorio, mentre i più grandi svolgeranno altre attività scolastiche. L’uscita è dalle 15.30 alle 16».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 23

Data: 12/04/2019

Note: Marco Cerpelloni