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PASSAGGIO DI CONSEGNE. Nel tempietto sanmicheliano la cerimonia tra Comune e Fondo.
Il sindaco Tosi: «Progetto condiviso da tutto il Consiglio comunale» Il presidente Carandini: «Salvaguarderemo l’identità del luogo».

 

Il bello, per il Lazzaretto, viene adesso. Ieri, con una cerimonia nel tempietto sanmicheliano al centro dell’antico ricovero per gli ammalati di peste, si è svolta la consegna dello storico sito, racchiuso nell’ansa dell’Adige tra Porto San Pancrazio e San Michele, da parte del Comune al Fai, il Fondo italiano per l’Ambiente che lo gestirà per i prossimi 18 anni. 
All’incontro, allietato dal coro degli Alpini di Borgo Venezia, erano presenti il sindaco Flavio Tosi, l’assessore all’Ambiente Enrico Toffali, il presidente di Fondazione Cariverona Paolo Biasi, il prefetto Perla Stancari e, per il Fai, il presidente nazionale Andrea Carandini, il vicepresidente Marco Magnifico, il direttore generale Angelo Maramai, il capo delegazione di Verona Annamaria Conforti Calcagni. C’erano, inoltre, il presidente della settima circoscrizione Nicola Carifi e numerosi consiglieri comunali e di circoscrizione.
La consegna sancisce l’accordo firmato ! lo scorso 14 luglio dal sindaco Tosi e dal direttore generale del Fai Angelo Maramai, alla presenza del sottosegretario al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo Ilaria Borletti Buitoni. Tosi ha ricordato che il progetto «ha trovato l’unanime condivisione dell’Amministrazione e di tutto il Consiglio comunale per individuare la migliore modalità di recupero di questo splendido tempietto e dell’area che lo circonda. Per il Fai è un intervento significativo, che trova il pieno sostegno dell’Amministrazione e della Fondazione Cariverona, che ringrazio per aver dimostrato ancora una volta la sua vicinanza alla città. Finora questa era un’area degradata e insicura: oggi la consegniamo al Fai per farla tornare a rivivere»
Il progetto del Fai comprende il restauro del tempietto sanmicheliano e la ricostruzione di una piccola parte del Lazzaretto, così come si presentava durante la pestilenza seicentesca. Il Fai, inoltre, si era impegnato a costruire! una passerella pedonale sul fiume, collegando la campagna a d! estra Adige con il bosco di villa Buri. A questo proposito è già stato contattato l’architetto Michele De Lucchi che si è detto disponibile a realizzare un progetto. Nei primi due mesi il Fai procederà alla bonifica da eventuali ordigni inesplosi poiché l’area fu teatro di pesanti bombardamenti durante l’ultima guerra, culminati nell’esplosione del 20 maggio 1945 che distrusse l’antico edificio. «Questo è un luogo esemplare, storico e artistico», ha detto il presidente Carandini, « dove sir ealizza ciò che prevede l’articolo 9 della Costituzione per promuovere la cultura. Rispetteremo questo luogo e le sue peculiarità ambientali consentendone la lettura e la fruizione sociale e culturale».
Molti residenti del Pestrino sono intervenuti alla cerimonia, chiedendo ai responsabili del Fai «di attivarsi al più presto per fare in modo che la zona, afflitta da frequentazioni indesiderabili, come pedofili e prostituzione, in particolare maschile, possa tornare una! zona sicura per gli abitanti».E.CARD. 

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 4/10/2014

Note: CRONACA – Pagina 25