Gli alberi tagliati per effetto dell'intervento di manutenzione delle sponde dell'Adige a Parona

AMBIENTE. Wwf, Giros e Birdwatching criticano il taglio di alberi effettuato dal Genio civile
«L’intervento ha impoverito le sponde dell’Adige. Le piante creavano nicchie ecologiche abitate da quasi 200 specie di uccelli selvatici»

Il taglio degli alberi e la pulizia dell‘alzaia su lungadige Attiraglio «sono un danno per l’habitat di molte specie vegetali e animali».Lo sostengono le associazioni ambientaliste Wwf, Giros e Birdwatching. Lo sguardo è al recente intervento di manutenzione del Genio Civile sulla riva destra dell’Adige nel tratto compreso tra ponte Catena e Parona. Secondo il Wwf veronese ha comportato «un impoverimento delle sponde con rischio di erosioni delle rive e perdita della fertilità». «Le rive sono un anello di unione tra l’ambiente acquatico e quello terrestre circostante. Agiscono come “zona filtro” per le polveri e condizionano favorevolmente il microclima. Proteggono dal vento e aumentano l’umidità. Creano nicchie ecologiche e favoriscono la varietà della fauna fluviale aumentando le disponibilità alimentari con l’apporto di foglie e altri frammenti vegetali. Creano ambienti per ospitare animali e piante e offrono possibilità di riparo e luoghi di riproduzione per diversi animali». Inoltre, «un taglio “a zero” di siepi, alberi e arbusti con ogni probabilità favorirà la proliferazione di specie alloctone, già ben insediate in zona come reynoutria japonica, robinia pseudoacacia, ailanthus altissima e ambrosia artemisiifolia. Solo per citare le più note e impattanti».Il tratto tra la zona del Chievo e il rione di Parona è abitato da numerose specie di uccelli selvatici. Verona Birdwatching ne ha riconosciute ben 185 e tra queste «marangone minore, tarabuso, tarabusino, nitticora, garzetta, airone bianco maggiore, airone rosso, cicogna nera, cicogna bianca, fenicottero, falco pecchiaiolo, nibbio bruno, falco di palude, albanella reale, albanella maggiore, smeriglio, falco pellegrino, cavaliere d’Italia, piro piro boschereccio, gabbianello, gabbiano corallino, mignattino comune, picchio nero, averla piccola, tottavilla, barbagianni». Tra i nidificanti si ricordano «gallinella d’acqua, folaga, germano reale, cigno reale, tuffetto, corriere piccolo, capinera, usignolo di fiume, picchio verde e rosso maggiore, storno, cornacchia grigia e picchio muratore, rondine montana, capinera, merlo, passera d’Italia, usignolo, ballerina gialla e bianca, fringuello».Altri uccelli si fermano per motivi trofici in migrazione: «anatre come la marzaiola, limicoli come piro piro piccolo e culbianco. Poi ci sono quelli che svernano, dal pettirosso a gabbiani e motacillidi e fringillidi». Oltre agli uccelli, è stata rilevata la presenza di «numerose farfalle, mammiferi e una lunga lista di specie vegetali». Nell’area di Parona è presente anche una rara orchidea: la epipactis bugacencis, spontanea e rinvenuta per la prima volta in Italia nel 2007 da soci dell’associazione Giros (Gruppo italiano per la ricerca sulle orchidee spontanee) lungo il corso dell’Adige nel territorio di San Giovanni Lupatoto. «Il nome deriva da Bugac, una località della pianura ungherese situata a 120 chilometri a sud-est di Budapest, dove è stata descritta sulla base degli esemplari osservati lungo il Danubio e il Tibisco. Cresce lungo i fiumi, soprattutto nei saliceti periodicamente sommersi dalle piene, sugli argini sabbiosi dei boschi ripariali con populus nigra, salix alba, salix purpurea e alnus glutinosa. Fiorisce nella prima decade di giugno e si presenta quasi sempre in popolazioni con pochi esemplari. Per la sua rarità è nelle liste rosse delle piante vascolari del Veneto, categoria CR (gravemente minacciata)».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 21

Data: 20/05/2020

Note: Marco Cerpelloni