LA CERIMONIA IN SAN ZENO. Dopo quella di papa Francesco, la benedizione del vescovo Zenti

L’abbraccio della città alle sculture che il 6 andranno in Terra Santa I sostenitori: «Siamo orgogliosi di aver partecipato a questa iniziativa»
L’abbraccio di Verona. «Terra di San Zeno, dimostra la sua fede autentica attraverso l’arte e con la partecipazione di tante persone e imprese, con spirito di squadra. Un bel segno». Lo ha detto il vescovo Giuseppe Zenti, nella basilica di San Zeno, patrono della diocesi. Lì le 14 formelle bronzee della Via Crucis realizzate a Verona, benedette sabato da papa Francesco in Vaticano, hanno compiuto l’ultima tappa, prima di partire per Gerusalemme. Dove domenica 6 ottobre verranno collocate, lungo la Via Dolorosa. Nel luogo esatto in cui avvenne duemila anni fa la passione di Gesù.Oltre duecento persone, con autorità civili sindaco Federico Sboarina in testa, e militari, hanno assistito alla benedizione delle formelle bronzee da parte di Zenti. Create dalla Fonderia artistica Bmn Arte e scolpite in otto mesi dall’artista scaligero Alessandro Mutto, raffigurano le 14 stazioni della Via Crucis. Alla cerimonia – condotta da Claudia Tamiro – buona parte degli imprenditori veronesi e dei rappresentanti di enti finanziatori dell’iniziativa “Una Via Crucis per Gerusalemme”, guidata da monsignor Giorgio Benedetti, con Augusto Nalini e Roberto Brizzi, titolare di Bmn Arte. I quali, con padre Carlo Vanzo, hanno illustrato il lavoro. Presente l’abate di San Zeno monsignor Gianni Ballarini.Hanno finanziato l’opera Aeroporto Catullo, Aia-Gruppo Veronesi, Bauli, Bolla-Spumanti Valdo, Fondazione Cattolica Assicurazioni, Pastificio Giovanni Rana, Mion-Gruppo Migross, Multitrend, Nalini-Carcereri de Prati, Pastificio Avesani, Velox Servizi-Villa Gianmaria, Ciro Fiengo, Lotti Art. Presenti tra gli altri Carlo Veronesi, Giovanni Rana, che si è detto «orgoglioso, da veronese, di aver partecipato a questo progetto storico», e Marco Mion: «Come Mion e Gruppo Migross siamo onorati di aver contribuito a realizzare questa Via Crucis».Raffaele Tripepi, di Multitrend, cita Gabriele D’Annunzio: «Scrisse che “Ognuno ha quello che ha donato” e sono felicissimo di aver partecipato e credo che ognuno dovrebbe fare la propria parte per donare». «Un’altra emozione grandissima», dice Mutto. Sedici anni Verona, ricorda Brizzi, «realizzammo la Porta della Pace, a Betlemme, alla basilica di Santa Caterina. Ora questa Via Crucis per Gerusalemme. Non avrei mai pensato di riuscirci». Da Verona alla Terra Santa, nel solco di San Zeno.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 19

Data: 27/09/2019

Note: Enrico Giardini-foto Marchiori