Egregio Sig. Sindaco,

è ormai trascorso circa un anno e mezzo dall’insediamento della nuova Amministrazione di Verona da Lei presieduta e riteniamo necessario fare il punto sulla situazione del nostro Arsenale.

In proposito rileviamo, infatti, sicuramente aspetti ampiamente positivi, ma anche altri, se non negativi, almeno da chiarire, approfondire ed, eventualmente, integrare o correggere.

Iniziamo da quanto riteniamo POSITIVO

  • Abbiamo particolarmente apprezzato la determinatezza con cui la sua Amministrazione, appena insediata, ha prima bloccato la gara di “finanza di progetto” e poi revocato con una delibera del Consiglio comunale del settembre 2017 la “sciagurata” delibera del novembre 2016 della Amministrazione “Tosi” che avrebbe comportato la sostanziale privatizzazione dell’Arsenale, quanto meno per molte diecine di anni, in particolare con la realizzazione di un centro commerciale di circa 6.000 m².

Tali decisioni, opportune e coraggiose, sono state agevolate o, meglio ancora, rese possibili dal ricorso al TAR da noi presentato, con l’appoggio di Legambiente, contro la delibera consiliare dell’Amministrazione “Tosi”, negativa per le destinazioni d’uso previste e per la sostanziale cessione a privati del bene pubblico, ma anche fondata, ci permettiamo di ribadirlo, su presupposti giuridici errati per forma e per sostanza;

  • Abbiamo apprezzato, altresì, la attuazione fra il novembre 2017 ed i primi mesi del 2018 di alcune, seppur minime, opere di pronto intervento, che hanno permesso di limitare il degrado delle strutture in alcune delle zone maggiormente ammalorate, dando così concreto avvio ad un processo virtuoso di interventi sul complesso edilizio;
  • Altra iniziativa, sicuramente apprezzabile, è stata la formazione di una Commissione consiliare temporanea dedicata allo scopo precipuo di elaborare e approfondire proposte per le possibili destinazioni del compendio dibattendo in modo pubblico la problematica “Arsenale” e consentendo così la presentazione di molti disparati contributi di idee e l’elaborazione di alcune linee guida per il futuro intervento, sicuramente utili, anche se, certamente, non esaustive;
  • Abbiamo valutato positivamente anche l’iniziativa del Convegno pubblico in Gran Guardia, del 7 dicembre 2017, certamente utile ai fini dell’informazione e del coinvolgimento della cittadinanza;
  • Abbiamo apprezzato, altresì, lo stanziamento nel Bilancio 2018 della somma di 9 milioni di euro per l’Arsenale e la previsione di uguali importi per i due anni a seguire, come segno concreto della volontà di perseguire in tempi certi e ragionevolmente veloci il completo restauro del bene ed il suo positivo utilizzo pubblico;
  • Riteniamo positiva anche la pubblicazione, nel corso della scorsa estate, del bando per l’assegnazione dell’incarico di Progettazione e Direzione lavori della maggior parte dei necessari interventi strutturali e ci auguriamo che l’assegnazione dell’incarico, come sembra di capire, possa avvenire entro la fine del corrente anno;
  • Senz’altro positiva, seppur in ritardo rispetto alle nostre aspettative, è stata anche la prosecuzione dello studio relativo all’inquinamento dei terreni e l’avvio, che ci auguriamo prossimo, del piano di caratterizzazione degli stessi, in modo da consentire nei tempi più brevi la bonifica dei terreni e la realizzazione, anche per stralci funzionali, del parco urbano.
  • Abbiamo apprezzato, infine, anche l’impostazione del quadro di riferimento per le future destinazioni d’uso del complesso, che la Amministrazione si è data con la delibera di Giunta del 29 ottobre 2018, dove si è individuato l’obiettivo da perseguire, vale a dire la realizzazione di una Cittadella della cultura e dell’innovazione” immersa all’interno di un grande parco urbano…”, cercando “… di garantire la compresenza di più attività per farne punto d’incontro per mostre, spettacoli, concerti, eventi di teatro e danza, laboratori, start-up ed imprese innovative, l’Arsenale rappresenta un luogo che diventa progetto, finalizzato a far convivere al proprio interno le molte anime della ricerca artistica, in tutte le sue declinazioni, con la ricerca e la sperimentazione in ambito tecnologico, culturale, sociale e d’impresa”.

Esaminiamo ora gli ASPETTI CRITICI da correggere e/o integrare e le  POSSIBILI MIGLIORIE da introdurre

  • Le destinazioni d’uso:

Abbiamo prima citato con favore l’impostazione metodologica che la Giunta si è data nell’ottobre scorso.

Non concordiamo, però, con le scelte concrete relative alle destinazioni d’uso, che appaiono parzialmente incongruenti con l’impostazione prescelta.

Infatti la Amministrazione, pur riservandosi (e su questo concordiamo) di definire meglio le destinazioni precisate “a seguito di ulteriori verifiche e approfondimenti“, in sintesi, per ora, ha indicato quanto segue:

  • PALAZZINA DI COMANDO: funzioni inerenti il sistema museale del Comune (biblioteche museali integrate, depositi visitabili del Museo di Storia Naturale dotati di laboratori, aule per studio e didattica, sale riunioni, servizi di accoglienza per il pubblico, ufficio di marketing territoriale);
  • CORTE CENTRALE: spazi per giovani e famiglie quali uffici di co-working, incubatore di start-up, laboratori d’arte, tecnologici e creativi, sale per riunioni e incontri, spazi dedicati al gioco, foresteria, nursery, ristorante, bar, ecc.);
  • CORTE OVEST: integralmente dedicata alla nuova sede dell’Accademia di Belle Arti di Verona, con previsioni di spazi per il teatro sperimentale nel padiglione 10 ed installazioni temporanee o strutture permanenti per l’utilizzo durante i mesi autunnali ed estivi nel cortile interno;
  • CORTE EST: Mercato urbano – coperto e all’aperto – “Arsenale del Gusto” nei padiglioni 21 e 22 e nei due centrali alla corte (23 e 24), riservando il corpo Ovest (padiglione 20) per esposizioni ed eventi in genere;
  • SPAZI APERTI ALL’INTERNO DEL COMPENDIO: parco pubblico urbano.

Mentre, quindi, l’impostazione generale, adottata dalla stessa Giunta, prefigura un complesso omogeneo produttivo di cultura ed innovazione, inserito in un grande parco urbano, e quindi fruibile da tutti con tale destinazione, le scelte , attualmente privilegiate, sembrano intese a riservare parti cospicue dell’Arsenale:

  • ad una scuola a livello universitario (Accademia di Belle Arti) nella Corte Ovest, che, di fatto, escluderà gran parte degli spazi aperti dall’uso ipotizzato (e sognato dai cittadini) a parco pubblico, sia per motivi funzionali ed organizzativi facilmente intuibili, e sia anche perché, come afferma esplicitamente la delibera, si devono realizzare, “…nel cortile interno […] installazioni temporanee o strutture permanenti per l’utilizzo durante i mesi autunnali ed estivi“;
  • ad un mercato urbano, sicuramente molto più piccolo del centro commerciale, perseguito dal sindaco Tosi essendo inferiore al 40% dello stesso, ma che, però, per il fatto di occupare pressoché integralmente la corte Est, comporterà anch’esso necessariamente una diminuzione sensibile dello spazio da destinare a parco pubblico.

Si rileva, inoltre, che le destinazioni d’uso così come proposte, non corrispondono, se non parzialmente, alle linee guida emerse dalla Commissione consiliare e fatte proprie dalla Amministrazione.

Ribadiamo, quindi, ancora una volta, la nostra proposta, più volte espressa, di collocare nell’ambito dell’Arsenale il Museo Civico di Storia Naturale nella sua interezza.

Si comprende bene che non può essere praticata integralmente nel breve tempo, viste le difficoltà e i costi oggettivi.

In ogni caso la nuova sede dell’Arsenale dovrebbe comprendere un primo luogo (da incrementare progressivamente in un quadro progettuale definito) già da ora dedicato all’inserimento di tutte le novità di ricerca scientifica (comprese le start-up a ciò dedicate), comprendendovi anche i relativi spazi espositivi adeguati ad un museo del 2000. All’attuale sede si lascerebbe, per tempi e forme da  definire, l’incarico di mostrare il significato e l’importanza di un museo storico/scientifico legato al territorio che, raccogliendo importantissime collezioni e lavori scientifici dal ‘500 al ‘900, dimostrano la ricchezza e la varietà naturalistico-ambientale del territorio veronese.

Tale scelta, perfettamente coerente con la impostazione generale adottata dall’Amministrazione, sarebbe inoltre compatibile con la destinazione a parco urbano della totalità degli spazi aperti e potrebbe, altresì, costituire, se adeguatamente progettata e sostenuta, anche un importante motore economico culturale per la città.

  • La necessità di una variante urbanistica:

Le destinazioni d’uso prefigurate nella delibera di Giunta dell’ottobre scorso contrastano con gli strumenti urbanistici attualmente vigenti, né pare che la Variante 23, attualmente in fase di approvazione, vada a sanare integralmente le situazioni attuali di difformità.

Anche in questo caso si potrebbe, dunque, riproporre qualitativamente la stessa situazione di illegittimità che ha caratterizzato le delibere dell’Amministrazione precedente a questa.

Sembra, pertanto, opportuno che, utilizzando lo strumento della variante 23, venga predisposto un quadro normativo adeguato alle necessità.

Sembra anche auspicabile che, anziché predisporre un progetto con destinazioni d’uso dettagliate, qual è quello su cui si sta orientando l’attuale Amministrazione, il progetto preliminare sia costituito da zonizzazioni a destinazione urbanistica correttamente definita, rimandando le scelte operative di dettaglio al progetto definitivo/esecutivo, che speriamo sia predisposto nei tempi più brevi.

Tale modus operandi permetterebbe anche di minimizzare il rischio di dover approvare ulteriori successive varianti urbanistiche, qualora nel corso della progettazione definitiva/esecutiva si prospettasse la necessità di variare alcuni utilizzi inizialmente previsti.

Si osserva, inoltre, che il mantenimento degli edifici fatiscenti posti all’interno della Corte Est, destinati secondo l’Amministrazione a mercato coperto (edifici 23 e 24), oltre a confliggere con gli attuali strumenti urbanistici, che ne prevedono di norma la demolizione, limita oggettivamente la fruibilità della corte Est come parte del grande parco urbano, che tutti dicono di volere.

  • L’iter amministrativo ed Il cronoprogramma degli atti e delle realizzazioni:

Manca (o, quanto meno, non è pubblico e noto) un cronoprogramma delle progressive realizzazioni.

Non nascondiamoci dietro un dito.

I tempi per un completo restauro e per il completo riuso dell’Arsenale non sono, né possono, essere brevi.

In proposito è utile premettere che l’affermazione che si sente fare da alcuni, e cioè che i tempi necessari per la realizzazione del progetto dell’Amministrazione “Tosi” sarebbero stati assai più brevi di quelli previsti dall’attuale , è una vera e propria favola metropolitana.

Basti ricordare, in proposito, quanto lungo e complesso sarebbe stato l’iter di approvazione del progetto definitivo /esecutivo da parte della locale Soprintendenza, tenuto conto, in particolare, di quante incongruenze fossero già presenti e del tutto palesi, per chi avesse voluto e saputo vedere, nel progetto preliminare approvato dalla precedente Amministrazione.

Ma, proprio per la complessità dell’intervento da realizzare, urge che siano programmate ed attuate al più presto le varie fasi di lavoro, quali il risanamento statico, la bonifica dei terreni, la realizzazione del parco pubblico, la progettazione architettonica del complesso, la divisione in stralci dello stesso, le relative gare, la tempistica e la natura dei finanziamenti necessari ecc.

  • La trasparenza dell’iter amministrativo e realizzativo ed il coinvolgimento della cittadinanza:

I cittadini sono interessati allo sviluppo (ed alla agognata conclusione) dei lavori di restauro e riuso dell’Arsenale.

Lo stesso Comitato è frequentemente interpellato in merito.

Come abbiamo già detto, il processo si svilupperà in diversi anni, tenendo presente che la stessa Amministrazione prevede che il completamento del risanamento statico necessiti di un periodo di quattro anni dalla data dell’incarico di progettazione.

Utilizzando le esperienze di tante città dove, in casi particolarmente importanti, è stato realizzato perfino un apposito centro di informazione, dotato di locali e personale per la rappresentazione della storia del sito, per l’esposizione dei progetti presentati e/o approvati e di specifici filmati e con la possibilità, inoltre, di informazioni “in progress”, si ritiene che, pur tenendo conto della scala relativamente ridotta dell’intervento in  questione, si provveda ad istituire una qualche forma di informazione continua per chiunque sia interessato.

Nella fase attuale si potrebbe pensare, quanto meno, ad una bacheca da porsi nell’atrio della Palazzina di Comando (posto sull’asse Centro storico – B.go Trento e percorso abitualmente da molti) dove esporre disegni significativi e documenti sintetici da aggiornare progressivamente.

Qualora il Comune aderisse a tale utile iniziativa, chiediamo la possibilità di avere un nostro spazio nella bacheca, al fine di contribuire alla trasparenza del progresso delle iniziative.

  • La gestione del complesso:

Manca (o, comunque, non è noto) un disegno globale per la gestione del complesso.

Il sistema di gestione, soprattutto se alcune attività saranno gestite da privati o da Enti non comunali, costituisce una problematica complessa, ma da affrontare a priori.

È necessario, infatti, tenere conto della ripartizione delle spese, delle modalità degli interventi di manutenzione, della organizzazione degli eventi , delle modalità di uso degli spazi e dei servizi, della fruibilità ottimale degli spazi a verde ecc.

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Pensiamo che le problematiche sollevate richiedano da parte dell’Amministrazione risposte tempestive, concrete ed operative.

IL COMITATO ARSENALE

 

Verona, 6 dicembre 2018

Note: omitato arsenale