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Verona è una bellissima città che andrebbe apprezzata e vissuta meglio, percorrendola a piedi. Ma, purtroppo, il pedone resta sempre la cenerentola della strada, ultimo nella scala gerarchica degli utenti e ciò a discapito del turismo, della salute e dell’ambiente.Le cronache cittadine riportano molti casi di investimento di pedoni avvenuti nell’attraversare alcune strade e ciò, finanche, sulle strisce pedonali, malgrado il favore del semaforo. A me, personalmente, è capitato più volte di correre questo rischio. E mi sono chiesto se è sempre colpa, al 100%, dell’automobilista o vi concorrono altre cause.Ho potuto constatare che, in Borgo Trento, ci sono molti passaggi pedonali alquanto discutibili in termini di prevenzione e sicuezza, costituendo essi stessi, paradossalmente, una vera propria insidia per il pedone che, in buona fede, confida di poter attraversare la strada in tutta sicurezza. Il motivo è che molti attraversamenti sono posizionati in incroci o in curva, laddove l’automobilista non prevede il passaggio contestuale del pedone. Lo stesso ragionamento vale anche laddove il passaggio è assistito da semaforo perché in questo caso, contemporaneamente, viene abilitato il passaggio, sia per il pedone, sia per l’automobilista. Qualche esempio: in piazzale Stefani troviamo, davanti al bar Elisa, un attraversamento pedonale in un incrocio, dove confluiscono le vie XXIV Maggio, Camillo de Lellis, Edoardo Bassini, per cui l’automobilista che imbocca quell’incrocio, attento a non scontrarsi con altri veicoli si avvede troppo tardi del pedone in transito sulle strisce. All’imbocco di via Da Monte, poi, provenendo da piazzale Stefani, troviamo un attraversamento pedonale, proprio in curva dove gli automobilisti possono non avvedersi per tempo del pedone in transito.Infine, davanti alla farmacia Padovani, alla confluenza tra Via Mameli e Via Cefalonia, ancora un attraversamento in un incrocio non visibile e non prevedibile.Riferendoci, poi, ai passaggi pedonali assistiti da semaforo, all’imbocco di via XXIV Maggio, a confine con via dei Mille, c’è un attraversamento pedonale, tra la farmacia Martari e il bar Rosso, assistito da semaforo il quale segnala il verde per il pedone nello stesso istante in cui un altro semaforo, tra la medesima farmacia Martari e piazza Vittorio Veneto, segnala il verde per l’automobilista che si accinge a svoltare in via XXIV Maggio dove incontra, dopo aver percorso appena qualche metro, in curva, il pedone che attraversa con il favore del semaforo.Per finire, senza aver esaurito però la lunga casistica, segnalo, in lungadige Matteotti a confine con piazzale Cadorna, un semaforo in comunione d’uso tra (tantissimi) pedoni ed automobilisti che vanno o vengono da Ponte Vittoria ed automobilisti che provengono da Ponte Vittoria o da via IV Novembre e imboccano lungadige Matteotti. Un vero: «si salvi chi può!». A questo punto mi permetterei di suggerire alle autorità preposte una semplice regola che andrebbe applicata, secondo cui gli attraversamenti debbano essere sempre ben visibili e prevedibili e come tali non andrebbero posizionati mai in curva o negli incroci. E circa i semafori l’assenso al passaggio pedonale deve essere sempre esclusivo per il pedone e non in comunione d’uso con l’automobilista. A questo punto non è azzardato ipotizzare che se non dovesse intervenire un auspicabile piano di adeguamento della segnaletica, ne potrebbe discendere che in caso di incidente a pedone nei luoghi sopra indicati, la responsabilità dell’evento può essere estesa anche agli enti preposti.Michele BonitoVERONA
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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 7/03/2017

Note: LETTERE - pag 23