TENDENZE. Arriva in Italia la svedese Storytel, che ha fama di essere il Netflix dell’audiolibro
Una formula di «lettura» diversa che non penalizza ma arricchisce il mercato: un’esperienza nuova che si aggiunge ai prodotti di carta.
Si è guadagnata la fama di Netflix dell’audiolibro: con un clic si hanno a disposizione 40mila titoli (di cui la maggior parte in inglese). Storytel, l’azienda svedese che edita e produce «libri da ascolto», è da poco anche in Italia. In tutti i Paesi dove questo prodotto è arrivato ha preso piede velocemente, spiega il manager italiano Marco Ferrario. Sarà per la comodità di ascoltarsi un thriller mentre si fa jogging o mentre si torna dal lavoro in auto? O un libro di cucina mentre si prepara il risotto? Oppure è la comodità del formato «streaming», già un successo nei casi Netflix e Spotify?Spiega Ferrario che la crescita di Storytel è stata costante negli ultimi anni e ha toccato l’83 per cento nei primi mesi del 2018. In Italia, dove è già presente la concorrenza di Audible (Amazon), gli audio-lettori sono già l’11 per cento del totale (dati Aie). A fare le spese di un ipotetico successo saranno i libri tradizionali? «Nei mercati dove Storytel è presente da più tempo (tredici Paesi) tra chi ascolta audiolibri c’è una buona percentuale di persone che non li legge (in Svezia il 30 per cento). Ciò significa che l’audiolibro è un modo per allargare il numero di persone che accedono ai libri, anche perché ci sono momenti in cui è possibile ascoltare un libro, dove sarebbe impossibile leggerlo. In realtà si tratta di un prodotto che esiste da decine di anni in Italia: un tempo c’era il 45 giri per le fiabe sonore, solo fino a pochissimo tempo fa si usava ancora un lettore dvd oppure si ricorreva a una complessa procedura di download dalla rete dei file. Oggi con lo smartphone per accedere alla nostra libreria basta cliccare un’icona. È tutto molto più semplice».Anche per quanto riguarda gli ebook si credeva in una rapida crescita e poi non è andata così… «L’ebook è sempre stato visto e rappresentato come sostituto del libro di carta», sottolinea Ferrario. «C’è stata anche una grande attenzione a controllarne la crescita da parte degli editori. Gli ebook reader sono stati creati per riportare nella maniera più possibile fedele su un dispositivo elettronico l’esperienza della lettura su carta. L’audiolibro permette invece un’esperienza completamente diversa, tanto che gli editori non lo vedono come una minaccia per il libro di carta ma come un prodotto che vi si aggiunge senza sostituirlo. Per questo vedono in esso una possibilità di crescita».È qualcosa di molto più vicino all’esperienza di un film? «La voce che legge un testo dà qualcosa di nuovo. Se il lettore è molto bravo ti coinvolge nella storia in modo molto più intenso che negli altri casi. Ci sono però diversi modi di leggere. C’è chi si cala nel personaggio interpretando e drammatizzando la storia attraverso la voce, come farebbe un attore. All’estremo opposto ci sono lettori che non suggeriscono alcuna emozione particolare e rimangono “fedeli alla parola scritta”. La stessa opera, letta da due persone diverse, rappresenta due esperienze differenti. La scelta viene fatta a seconda del genere. In ogni caso abbiamo ingaggiato attori e doppiatori particolarmente bravi, gente che sa usare bene la voce per trasmettere pathos».Quali sono i generi che vanno di più? «La narrativa e la narrativa di genere come thriller e gialli», ricorda Ferrario. «Ma in generale stiamo acquistando i diritti da tutte le case editrici italiane, puntando molto anche sul coinvolgimento della piccola editoria indipendente. Per noi è poi molto importante il catalogo ragazzi. Presto arriveranno anche tutte le fiabe della Disney, assieme alle fiabe sonore, un classico dell’audiolibro italiano per bambino, in esclusiva. Stiamo facendo anche delle valutazioni per acquisire diritti per la saggistica. Ci sono poi gli originals, produzioni nuove e originali, che nascono solo per Storytel, analogamente a quanto accade con le serie tv visibili solo su Netflix. Si tratterà di storie soprattutto dell’area thriller e fantasy».Le ricerche dicono che, con la diffusione degli smartphone, è aumentato anche l’uso di messaggi vocali (l’80 per cento degli utenti dichiara di averne fatto uso secondo i dati di Digital innovation). È un segnale che il terreno è fertile per gli audiolibri? «È così», evidenzia il manager di Storytel. «Ma anche è aumentata la produzione di podcast (contenuti audio disponibili per il download su internet) di cui radio e giornali si servono molto. In generale a crescere sono proprio le evoluzioni della messaggistica vocale, come per esempio Siri o gli smart speakers (tutte quelle tecnologie che vengono attivate attraverso la voce). Per esempio Google home: uno stereo che si attiva attraverso comandi vocali. Negli Stati Uniti c’è stato un boom di questi dispositivi, e alcuni americani si servono proprio degli smart speakers per ascoltare audiolibri».

Tratto da: L'Arena - cultura- pag. 39

Data: 30/07/2018

Note: ANDREA LUGOBONI