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Tra i 18 premiati anche ABITARE BORGO TRENTO onlus.

Incontro in Confindustria su etica aziendale e solidarietà. A 18 associazioni il marchio «Merita Fiducia» conferito dal Centro Servizi per il Volontariato. Volontariato e impresa non sono mondi così distanti come potrebbero sembrare, anzi, proprio l’applicazione di principi etici e di solidarietà potrebbe salvare il Paese dalla crisi.

Se ne è parlato ieri, nella sede di Confindustria, nel corso della Giornata internazionale del volontariato, con il Csv, il Centro servizi per il volontariato, che ha conferito a 18 associazioni il marchio «Merita fiducia», certificazione etica che testimonia l’impegno in trasparenza, organizzazione e comunicazione. Due associazioni hanno ottenuto la certificazione per la prima volta (Acisjf-Protezione della giovane e Famiglie per l’accoglienza Regione Veneto). Altre dodici hanno ottenuto il rinnovo biennale, mantenendo gli standard di qualità appurati da un apposito comitato di valutazione. In quattro hanno raggiunto invece il livello Plus, più impegnativo, poiché richiede la redazione di bilancio sociale, carta dei servizi e l’impegno a sostenere la formazione dei dirigenti dell’associazione. Questo livello è stato rinnovato da tre organizzazioni e ottenuto per la prima volta dal Centro Accoglienza Minori. «Si tratta di adesioni volontarie», precisano il direttore del Csv Fabio Fornasini e la presidente Chiara Tommasini, «queste associazioni accettano di essere valutate da una commissione esterna per mettersi in gioco, ma anche perché la certificazione si traduce nella possibilità di ricevere maggiori fondi, perché c’è fiducia nel loro operato. Quest’anno ad esempio sono arrivati quasi 60mila euro in donazioni per chi ha il marchio “Merita fiducia”».
La premiazione è stata preceduta da un convegno sulla “Responsabilità sociale come ponte fra il mondo profit e non profit”, per capire come applicare i valori del volontariato al mondo imprenditoriale. Non solo si può, ma bisogna», assicura Franco Zanardi, vicepresidente Confindustria Verona per le Relazioni Industriali e Affari Sociali, «non si può perseguire il proprio profitto individuale, senza pensare agli altri, perché solo con il benessere condiviso si potrà uscire dalla crisi, altrimenti l’Italia diventerà un Paese povero, con pochi ricchi, cosa che in realtà non fa il bene di nessuno. Servirebbe un marchio etico anche per le imprese, premiando con fondi maggiori e incentivi chi si riconosce nei valori del sociale e produce benessere sul territorio. Un indicatore facilmente misurabile è ad esempio la creazione di posti di lavoro». E.INN.

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 6/12/2014

Note: CRONACA, pagina 26