Una ricostruzione grafica del futuro allestimento

MEMORIE CITTADINE. Giovedì l’inaugurazione dell’allestimento ideato da Gabriello Anselmi

La storia della stazione narrata da fotografie, oggetti e manifesti
Biglietteria d’autore, da stazione a museo: l’ingresso della funicolare trasformato dai ricordi. Giovedì 13 giugno, alle 12, sarà inaugurato il nuovo allestimento permanente nella biglietteria della funicolare di Castel San Pietro, in via Santo Stefano. A riportare indietro nel tempo sono alcune fotografie, sedili da vecchio cinema, pannelli illustrativi, manifesti e ricordi del Teatro Laboratorio. L’iniziativa è stata voluta dalle associazioni Angeli del Bello e 107 CentSept Arte & Territorio su un’idea dell’architetto artista Gabriello Anselmi. La storia della struttura è narrata da una sequenza di fotografie di grandi dimensioni. Altri elementi concorrono a trasformare una anonima biglietteria in una sorta di museo, anche se piccolo. È un nuovo tassello che si aggiunge alla storia dell’avventurosa vita di questa struttura inaugurata nel 1941, in pieno periodo bellico, e chiusa qualche anno dopo, nel 1944. Dopo un lungo abbandono, la stazione a valle rinasce con una veste tutta nuova: sarà la sede del Teatro Laboratorio. Lo sarà per molto tempo, 35 anni. In seguito, l’edificio conoscerà un altro periodo di abbandono fino al 2017 quando sarà inaugurata la nuova funicolare e ritornerà alla sua originaria funzione: appunto, di stazione e biglietteria.La carrellata fotografica che ha trovato posto nel locale inizia con una gigantografia di Ponte Pietra, distrutto dai tedeschi in ritirata durante la seconda guerra mondiale. «É un’immagine che inquadra perfettamente la cupa atmosfera della breve vita di questa struttura», commenta Anselmi. Il percorso prosegue con due scatti provenienti dall’archivio Agudio-Leitner degli anni Quaranta, azienda costruttrice di impianti speciali. Quindi, una veduta esterna ed interna del Teatro Laboratorio. Conclude questo inedito percorso visivo un carro di carnevale dedicato nel 1953 proprio alla funicolare. Il colore dopo le immagini in bianco e nero è portato da un intervento del fotografo veronese Pino Dal Gal, che ritrae le fasi del recente cantiere.Completano il «piccolo museo» alcuni sedili mobili da vecchio cinema e una serie di pannelli che raccontano la storia del luogo e della struttura accanto a manifesti e varie testimonianze del Teatro Laboratorio. L’idea di trasformare la biglietteria della stazione della funicolare di Castel San Pietro in un «luogo che racconta» rientra nel progetto più ampio di Anselmi, disegnato assieme all’architetto Luigi Bello, di creare sul territorio un «museo diffuso»: piccoli musei di quartiere che si pongono in alternativa al flusso delle sovraffollate mostre.Con l’intento di dar vita ad «itinerari alternativi più vivaci e personalizzati», dice Anselmi. «É questo un modo per valorizzare le risorse del territorio coinvolgendo le persone nel volontariato con un senso di appartenenza verso la propria città».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 21

Data: 11/06/2019

Note: M.Cer,