Il traffico, le polveri sottili (le famigerate PM10), le malattie. Diretta Verona, la trasmissione di approfondimento di Telearena, va al cuore del problema che si respira ogni giorno in città.Il consigliere comunale Michele Bertucco, di Sinistra in Comune, traccia la lista degli interventi per la mobilità rimasti nella lista delle promesse e dei desideri. E mentre il metereologo Alessandro Azzoni illustra la «prigionia» della Pianura Padana , impermeabile alla gran parte dei venti e immersa in una gigantesca nube che ripresa dal satellite appare ancora più spettrale, alla politica non resta che provvedere con procedura d’urgenza. L’assessore all’urbanistica Ilaria Segala, a poche ore dalla scelta del blocco domenicale del traffico, apre qualche speranza : «L’accordo di programma europeo porterà misure più diffuse e restrittive, che ancora però non sono realtà. Certo le limitazioni non risolvono, ma si rendono necessarie. La reltà è evidente: anche a passi lenti è necessario muovere verso un diverso modello di mobilità».Sugli effetti a livello sanitario, intanto, ogni dubbio è stato liquidato. «La comunità scientifica e medica internazionale ormai consegna ai decisori dati certi», mette in chiaro Claudio Micheletto, primario di pneuomologia all’ospedale Mater Salutis di Legnago. «Ogni incertezza del passato sugli effetti dell’inquinamento da polveri sottili è cancellata. Agli effetti già noti a livello polmonare se ne vanno aggiungendo altri, che interessano i distretti cardiovascolare e con sempre più maggiori indizi anche l’apparato neurologico». Cita un recentissimo studio di «The Lancet», oltre 50 pagine centinaia direferenze bibliografiche, in cui, spiega ancora, «si esortano gli stessi medici a farsi promotori di sensibilizzazione sugli effetti dell’inquinamento così pesantemente diffuso». Con il corollario di costi sanitari sempre più pesanti se, come certifica la comunità scientifica, una morte su sei nel mondo è correlata all’inquinamento. «Certo», aggiunge, servono a questo punto misure strutturali e incisive».E la fotografia più netta della situazione di disagio da inquinamento viene da Cadidavid (in collegamento con le rappresentanze dei comitati), dove l’aria sembra ancora più irrespirabile di quanto lo sia altrove nel Veronese. «La soluzione, legata alla realizzazione della variante alla statale 12, ferma da anni», spiega Elisa De Berti, assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti, «ha ripreso vigore. I fondi per il progetto ci sono, rimane da effettuare una verifica sul tracciato, chiesta dal ministero. Ma il fattore decisivo sarà la volontà trasversale emersa tra le forze politiche per garantire ai cittadini di Cadidavid e dei centri interessati un preciso diritto». Su una necessità tutti concordano: c’è uno stile di vita da cambiare, un modello di mobilità da ripensare. Da oggi, non nel futuro. P.M.

Tratto da: L'Arena - sez. null- pag. 12

Data: 27/10/2017

Note: P.M.