Gli organizzatori parlano di 13.700 presenze FOTOSERVIZIO MARCHIORI

LA PROTESTA. Un fiume di studenti ha sfilato per le vie del
centro in occasione della mobilitazione giovanile Clima, l’onda dei 14mila
«Noi non ci arrendiamo» Striscioni e slogan per la salvaguardia dell’ambiente Nel mirino i politici e pure gli amministratori locali «Usare lampadine a led e ridurre i costi dei bus»
Ilaria Noro
Le campanelle suonano via via in tutti gli istituti superiori di città e provincia. Ma, ieri mattina, a entrare e sedersi sui banchi di scuola sono stati in pochi. Gli studenti veronesi, e così i colleghi di molte città del Veneto, d’Italia e non solo, hanno aderito in massa alla mobilitazione del «Fridays for future», il movimento ecologista lanciato dall’attivista sedicenne Greta ThunbergGià dalle 9 le vie del centro erano gremite di giovani e giovanissimi. L’appuntamento con la manifestazione di piazza è entrata nel vivo un’ora più tardi. Un lungo corteo, colorato e aperto dallo slogan «Abbiamo l’acqua alla gola» con tanto di manifestanti muniti di maschera subacquea, si è snodato lungo via Roma, corso Cavour, corso Sant’Anastasia, piazza Viviani, via Leoncino, Stradone Maffei per poi tornare in Bra. Qui, il fiume in piena di giovani e giovanissimi studenti – ben 13.700 sostengono gli organizzatori, comunque più numeroso rispetto alla manifestazione analoga che della scorsa primavera – si è raggruppato attorno a palazzo Barbieri, riempiendo gran parte della piazza e colonizzando anche i gradoni della Gran Guardia, urlando slogan contro la politica, tutta, sia a livello globale che locale, incapace di prendere decisioni e fare la differenza a difesa del pianeta.Gli organizzatori hanno puntato il dito anche contro l’amministrazione e, megafono alla mano, hanno ribadito le loro proposte concrete a favore dell’ambiente, chiedendo risposte immediate. «Abbiamo inoltrato in Comune ancora a marzo tre mozioni. La prima chiede la dichiarazione di emergenza climatica; la seconda di sostituire tutta l’illuminazione della Pubblica amministrazione, scuole comprese, con lampadine al led, e quindi di minor impatto ambientale; la terza di ridurre i costi dei trasporti pubblici, invogliando così a utilizzarli al posto delle auto», ha riassunto Erika Zanetti di «Fridays for future Verona», incassando un’ovazione dalla piazza soprattutto su quest’ultimo punto. Da allora, però nessuna risposta. «Le mozioni sono state protocollate ma mai discusse. Abbiamo chiesto un incontro con i consiglieri per il 9 settembre: su 28, sindaco compreso, si sarebbero presentati in 4: Elisa La Paglia, Michele Bertucco, Tommaso Ferrari, Ilaria Segala. A fronte di tanto manifesto disinteresse abbiamo preferito soprassedere», aggiunge Zanetti. «Noi ci stiamo provando a cambiare le cose, ma siamo in pochi, e tante volte ci sembra di lottare contro i mulini a vento. Ma non siamo tipi che si arrendono. Se siamo qui oggi non è solo per far sì che il Comune prenda sul serio le nostre istanze, ma anche per conoscerci, fare gruppo e proseguire uniti», ha ribadito Emiliano.Tutto intorno, cartelli colorati, canti e slogan: dai tipicamente veneti «Daghene Greta!» e «La terra è come lo spritz: se è caldo fa schifo!» agli inglesi «All you need is less» e il sempre attuale «Make love no Co2». Numerosissime anche le frecciate, più e meno eleganti e ripetibili, contro la politica e i politici, per i giovani in piazza i veri responsabili della gravità della questione ambientale. «Se il clima fosse una banca, i politici l’avrebbero già salvato», si leggeva su alcuni cartelloni colorati. Tra i manifestanti, però, non solo studenti ma anche lavoratori, anziani e famiglie con i bimbi piccoli.Non solo in strada: dentro alcune scuole, gli insegnanti hanno deciso di dedicare qualche momento alla questione ambientale, coniugando l’attualità alle materie curriculari: alcune classi hanno riflettuto su ambiente e cambiamenti climatici, con disegni e considerazioni.

Tratto da: L'Arena giornale di Verona

Data: 28/09/2019