Controlli dei militari al centro di Piazza Erbe per evitare assembramenti

ESTATE ALL’APERTO. Restrizione in vigore fino a martedì. Ieri sera nessuna multa elevata né segnalazioni dalla questura. Non è stato necessario chiudere gli spazi
Da mezzanotte solo clienti seduti e lavorano i locali meno frequentati A Verona quattro nuovi casi positivi al Coronavirus nelle ultime 24 ore.
Una serata senza eccessi, al punto che non è stato necessario chiudere piazza Erbe né elevare multe. Anzi, l’ordinanza, costringendo dalla mezzanotte a consumare soltanto seduti ai plateatici dei bar, ha spinto i giovani a trovare posto anche nei locali meno frequentati, anziché assembrarsi in piedi sotto la colonna col leone marciano, brandendo il bicchiere. Nessuna segnalazione neppure dalla questura. E così il bilancio della prima serata estiva sotto l’aura dell’ordinanza urgente emanata venerdì mattina dal sindaco, può definirsi buono. Almeno sotto l’aspetto dell’ordine e della sicurezza. Brinderanno un po’ meno i microlocali senza plateatico che, dopo mezzanotte, devono allontanare la clientela. Qualcuno si è adattato sistemando dei tavolini e allestendo mini-plateatici. Qualcun altro si adegua: «Sono le regole, dobbiamo rispettarle». Baristi ed esercenti sono stati tra i primi, tuttavia, a chiedere disciplina ai loro clienti. E ora con l’ordinanza, hanno uno strumento in più per pretendere che le regole anticovid siano rispettate. Anche alla luce di un coronavirus che non lascia comunque la presa. La curva del contagio è andata in flessione ieri dopo tre giorni di aumenti di nuovi casi a livello nazionale. Ieri i nuovi casi in Veneto sono stati una decina di cui quattro a Verona. Nessun decesso e una quarantina i positivi.Palazzo Barbieri tira comunque un sospiro di sollievo, dopo lo scorso fine settimana archiviato, invece, con una folla in centro e con la chiusura di piazza Erbe. «Da mezzanotte alle due», raccomanda il sindaco Federico Sboarina, «stiamo fuori con gli amici ma seduti ai tavolini». In questi giorni, tra l’altro, sono state rilasciate autorizzazioni per allargare i plateatici e per allestirli anche in vicoli e strade del centro dove prima non c’erano. «I plateatici quest’anno non mancano e sono aumentati», continua il primo cittadino, «in questo modo possono lavorare tutti i bar e nello stesso tempo rispettiamo il distanziamento sociale che garantisce la salute della nostra comunità». È questo, per l’amministrazione, il senso del provvedimento che resterà in vigore fino a martedì. «La restrizione sul consumo in piedi, in accordo con la categoria, riguarda solo due ore, tanto basta a evitare le criticità», continua Sboarina, «perché i veronesi sono responsabili, così come i gestori che applicano le regole. In altre città, anche in Veneto, i divieti sono stati più prolungati. In accordo con la Prefettura, ho usato lo strumento dell’ordinanza solo quando è stato strettamente necessario. Una misura a vantaggio di tutti, nessuno infatti vuole tornare indietro con le restrizioni». La richiesta di prendere un provvedimento mirato e immediato era arrivata dal Comitato di ordine e sicurezza pubblica, che raduna prefettura e forze dell’ordine (possono partecipare anche amministratori locali). Il prefetto Donato Cafagna si era fatto portavoce del Cosp chiedendo di imporre ai bar di non servire i clienti in piedi dalle 23. Dopo una consultazione con i gestori dei locali, che hanno chiesto più margine, il sindaco ha disposto la limitazione a partire dalla mezzanotte. Ma l’ordinanza non ha mancato di suscitare polemiche sul fronte della politica. Il consigliere di minoranza ed ex sindaco, Flavio Tosi, ha definito il provvedimento «immotivato e irragionevole». «L’indice di contagio a Verona è praticamente a zero», ha scritto in una nota, «quindi non si spiega una decisione del genere, poiché dopo mezzanotte nei bar del centro gli avventori sono quasi tutti veronesi. È un’ordinanza atta come al solito a reprimere e punire chi non ha colpe. Così si puniscono le attività economiche, gli esercenti e i dipendenti lasciati a casa, tutti già duramente colpiti dalla crisi. Sboarina», conclude la nota, «vieta gli alcolici in piedi dopo mezzanotte, come se il virus girasse solo da allora in poi. Fino alle 23.59 per Sboarina non esiste emergenza sanitaria».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 17

Data: 12/07/2020

Note: Maria Vittoria Adami - foto Marchiori