Fiorenzo Scarsini ( a sinistra) con un ospite dell'ostello

L’INIZIATIVA. Grazie alla convenzione firmata con l’associazione Centro di cooperazione giovanile internazionale

È in via don Mazza 18 dove nacque il fondatore degli Stimmatini In inverno ha ospitato i senzatetto «Aperto a chi chiede accoglienza»
Lo spirito è rimasto quello del fondatore, San Gaspare Bertoni, pioniere dell’accoglienza a Verona. Nella sua casa natale, al numero 18 di via Don Nicola Mazza, da sei mesi funziona una casa d’accoglienza aperta a tutti quelli che ne hanno necessità. Un servizio reso possibile grazie alla convenzione firmata tra il Centro di cooperazione giovanile internazionale, di cui è presidente Fiorenzo Scarsini, e la Congregazione degli Stimmatini, proprietaria dell’immobile dove nacque il fondatore e dove ancora oggi è stata conservata intatta una stanza con gli arredi del santo.La Casa d’accoglienza lo scorso inverno è stata frequentata soprattutto da persone senza fissa dimora come dormitorio, ma l’obiettivo, come si legge nella convenzione tra i due enti, «è di accogliere giovani che per varie ragioni si trovano in viaggio, offrendo loro anche ascolto e relazioni, aiuto e condivisione. L’accoglienza sarà offerta secondo la tradizione cristiana dei monasteri e degli xenodochi, rivolta a tutti, perchè tutti sono portatori di una comune umanità, indipendentemente da confini culturali e religiosi».I posti letto sono una trentina, suddivisi in stanze da due o tre letti dotate di bagno. La maggior parte dell’utenza è rappresentata da uomini, ma la Casa offre anche qualche posto letto per le donne, in una sezione a parte. Ci sono anche una piccola cucina, una sala da pranzo, una saletta soggiorno e la lavanderia. Ad accogliere le persone che si rivolgono alla struttura ci sono volontari e operatori professionali.«L’unico vincolo che ci è stato chiesto dalla Congregazione degli Stimmatini», precisa Fiorenzo Scarsini, «è la possibilità per eventuali visitatori di poter accedere alla stanza del santo». Così le moderne esigenze dell’accoglienza trovano risposta nel luogo che vide nascere un santo moderno dell’accoglienza cristiana. «L’obiettivo, superata l’emergenza freddo, è di accogliere persone che hanno bisogno di un tetto ma non hanno mezzi o ne hanno pochi, come possono essere tanti ragazzi che si trovano in giro. Questo vuol essere un luogo sicuro e accogliente».Del resto fu in questa zona della città che il futuro santo, nato nel 1777, concepì la sua missione a favore dei giovani, fondando un oratorio e una scuola gratuita. San Gaspare Bertoni dopo essere stato incaricato dal parroco di dedicarsi ai giovani e aver fondato l’oratorio, fu scelto nel 1808 per la direzione spirituale della nuova Congregazione delle Figlie della Carità, fondata da Santa Maddalena di Canossa, e nel 1810 venne incaricato dal vescovo della direzione spirituale dei chierici del Seminario.Si realizza così il secondo ostello del Centro di cooperazione giovanile internazionale che per 40 anni aveva gestito quello di Villa Francescatti, lasciato alla fine del 2017 allo scadere della convenzione con la Curia. In quattro decenni ha accolto quasi 600mila giovani, e non solo, arrivati a Verona da ogni parte del mondo, compresi quelli che non avevano un soldo in tasca e ai quali non sono mai stati negato un letto e un pasto caldo.Lo scorso aprile, ormai finita l’emergenza profughi, è stato riaperto come l’ostello della gioventù Santa Chiara, nell’edificio che l’associazione ha in concessione dal Comune e accanto al quale la chiesa sconsacrata di Santa Chiara, dove l’associazione ha fatto restaurare il Coro delle monache per adibirlo a centro culturale.In questo modo il Centro di cooperazione giovanile internazionale ha raddoppiato i suoi punti d’accoglienza, quello di Santa Chiara a tariffe sempre più che accessibili, e quello di via Don Nicola Mazza dedicato alle persone in difficoltà abitativa.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 15

Data: 13/05/2019

Note: Elena Cardinali