IL CONGEDO. Dal 31 dicembre Villa Francescatti, a San Giovanni in Valle, sarà destinata ad attività della Caritas. Ieri festa di saluto per incontrare amici e collaboratoriL’ostello chiude, ma c’è l’ultima resistenzaRaccolta di firme per chiedere alla Curia di ripensarci. Voci contrarie da diversi religiosiIl presidente Scarsini assicura che l’attività ricomincerà altrove: «Ci sono già proposte»Fiorenzo Scarsini, direttore dell’ostello, durante il discorso di commiato FOTO SERVIZIO MARCHIORIPer congedarsi dalla sua «casa dei migranti» Fiorenzo Scarsini, anima dell’ostello della gioventù di San Giovanni in Valle, ha scelto il giorno di san Martino. Il santo protettore dei viandanti. A villa Francescatti sta per terminare la quarantennale esperienza dell’ostello. Il 31 dicembre scade il comodato d’uso al Centro di cooperazione giovanile internazionale, l’ente che l’ha fondato, e quel gioiello cinquecentesco ai piedi del colle San Pietro tornerà in mano alla Curia, che ne è proprietaria e lo assegnerà alla Caritas. Ieri era in programma la festa di ringraziamento per quanti, tanti, hanno contribuito a far sì che per quasi mezzo secolo l’ostello potesse svolgere il suo servizio a favore dei giovani e dei pellegrini, oltre 560mila, arrivati in città da ogni angolo del mondo. Per tutto il giorno il viavai di amici e collaboratori è stato inarrestabile. C’era da aspettarselo. Con il trasferimento altrove, si chiude un capitolo della storia di Verona.Ma non è un addio. «Non abbandoniamo la fede in quei valori che ci spinsero a piantare un seme di fraternità e di pace, a dare vita nella nostra città a un luogo aperto al mondo in cui tutti potessero sentirsi accolti», ha sottolineato Scarsini, circondato dai collaboratori più stretti. «L’ostello rinascerà da un’altra parte», ha assicurato a margine dell’incontro pubblico che si è svolto in mattinata. Alcune possibili destinazioni sono già al vaglio: svariati enti religiosi si sono fatti avanti e la Croce Rossa, che ha messo a disposizione parte della sede di via Giolfino come magazzino temporaneo, avrebbe offerto al Centro di cooperazione la gestione della foresteria. Che non sarà la stessa cosa, però, lo si è capito dalle numerose testimonianze di chi contribuì a dar vita alla bella realtà dell’ostello. «Negli anni ’70 ero un ragazzino e i valori che incontrai nell’associazione di Scarsini mi cambiarono la vita», ha raccontato Gaddo Cavenego Bignami, originario di Milano e oggi residente a Padova, ricordando le incursioni regolari in riva all’Adige per i campi di lavoro a villa Francescatti, insieme agli scout di tutta Italia. Come lui, altre decine di persone: Nicoletta Chierego del primissimo gruppo di volontari, l’architetto Gianni Perbellini che negli anni ’80 diresse il cantiere di riqualificazione della villa, l’amico di sempre Gianni Amaini dell’associazione «Beati i costruttori di pace», lo slogan sotto il quale nacque l’ostello della gioventù. Solo per citarne alcuni.Del resto la vicenda dell’ostello è profondamente legata a villa Francescatti e allo sviluppo del quartiere di San Giovanni in Valle. Tant’è che un centinaio di residenti che ieri sono intervenuti si è chiesto se sia definitiva la decisione del vescovo di smobilitare l’ostello e parecchi, organizzati in un comitato spontaneo, hanno dato il via a una raccolta firme per chiedere alla Curia «di ripensarci», sollevando anche la proposta di una mobilitazione.Biasimo anche dalle fila della Verona religiosa. «Sono certo che Scarsini e l’ostello siano benedetti da Dio. Solo mi spiace che la Chiesa veronese non abbia compreso il messaggio di Papa Francesco: prima l’uomo e poi il cristiano», ha tuonato don Francesco Zorzi, fra i membri del cda del Centro di cooperazione. «Ma le più tradite da questa scelta siamo noi suore», queste le parole commosse di suor Marisa Adami, superiora dell’Istituto Sorelle della Sacra Famiglia che nel ’77 affidò l’immobile al Centro di cooperazione. «Villa Francescatti? La donammo alla Curia, certe che potesse realizzare la volontà della signora Francescatti, invece quando il vescovo ipotizzò di vendere l’immobile non ci interpellò nemmeno». Sono in molti, comunque, a non aver ancora perso la speranza. Fra i presenti, il deputato del Pd Vincenzo D’Arienzo, l’assessore al Patrimonio Edi Maria Neri, i consiglieri comunali Paola Bressan e Daniela Drudi, di Battiti, e Michele Bertucco di Verona e Sinistra in Comune, il consigliere provinciale Alessandro Perbellini di Verona Scaligera, il presidente della prima circoscrizione Giuliano Occhipinti, in quota a Forza Italia, con la consigliera di Verona in Comune Cristina Stevanoni, l’ex sindaco Michela Sironi, gli ex assessori Tito Brunelli e Antonio Pizzoli, il consigliere comunale Daniele Perbellini, l’ex consigliere Giorgio Pasetto, del movimento Area Liberal, che annuncia un sit-in in piazza Vescovado il 7 dicembre. Numerosi i rappresentanti della Verona culturale e rel

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Tratto da: L'Arena giornale di Verona

Data: 12/11/2017

Note: Sezione "Cronaca"Da pag. 17