Tacchella e Barini durante il sopralluogo a Ponte Catena, in via Mocenigo FOTO MARCHIORI

PREVENZIONE E CONTROLLI. L’Amia intensifica i servizi per impedire che vengano lasciati per strada rifiuti di ogni genere

Tacchella: «Le circoscrizioni forniranno l’elenco dei luoghi più colpiti». In via Mocenigo sono stati postati i cassonetti pericolosi. L’Amia parte all’attacco degli scaricatori abusivi di rifiuti. Sono attualmente quattordici le telecamere, mobili, che l’azienda per l’igiene urbana piazza a turno nei vari quartieri, nel tentativo di catturare la targa dei trasgressori accanto ai cassonetti illecitamente sommersi di rifiuti di ogni tipo: dagli elettrodomestici rotti alla vecchia mobilia; dal materiale di cantiere agli oli esausti.I NUMERI. Quattordici telecamere mobili, si diceva, che però entro la prossima primavera aumenteranno fino a un centinaio, in postazioni fisse, «per eliminare il malcostume dove è più radicato, spesso al confine con la provincia», spiega il presidente dell’Amia, Bruno Tacchella.L’Amia condurrà questa battaglia «attraverso l’accordo per l’installazione della videosorveglianza che stiamo per siglare con l’Agsm», chiarisce Tacchella, che continua: «Le circoscrizioni sono già state coinvolte, affinché ci forniscano l’elenco delle zone più colpite dallo scarico abusivo di rifiuti: sei su otto ci hanno già risposto e i sopralluoghi sono iniziati. Con l’ausilio delle telecamere speriamo di ridimensionare i costi che dobbiamo sostenere per ripulire dove i trasgressori sporcano. Costi che, com’è ovvio, ricadono sulla comunità. Infatti, per arginare il fenomeno, abbiamo dovuto raddoppiare i mezzi, da quattro a otto, impegnati nel recupero di ingombranti abbandonati».VIA MOCENIGO. L’annuncio di Tacchella arriva a margine del sopralluogo nel quartiere Catena dove, in via Mocenigo, è stata finalmente spostata la doppia fila di cassonetti «pericolosi» che oscuravano la vista ai residenti in uscita con l’auto dai propri passi carrai, soprattutto al numero civico 6 e limitrofi.Oltre al presidente dell’Amia, sul posto anche Francesco Barini, presidente dell’Amt. Per riordinare su un’unica fila la batteria di sette contenitori (due per il secco, uno per la plastica, uno per la carta e due per l’umido) è stato necessario, infatti, rinunciare a quattro stalli, ridisegnandoli in linea anziché a pettine.BOTTA E RISPOSTA. Barini, come già Tacchella, attacca il capogruppo in Comune del Pd, Federico Benini, il quale aveva fortemente criticato le due aziende comunali per, a suo dire, le lungaggini nel risolvere il problema molto sentito dai residenti di via Mocenigo. Benini, a lavoro fatto, aveva poi esultato: «Un anno di sopralluoghi, mail e solleciti per avere i cassonetti su un’unica fila e impedire incidenti. Un’impresa omerica. Ma alla fine il risultato è stato ottenuto». Il presidente dell’Amt non ci sta: «Mentre Benini denunciava, noi stavamo già lavorando. C’è chi fa il “leone da tastiera” e chi opera in sordina per risolvere i problemi segnalati dai cittadini in tutta la città. Per perfezionare il lavoro in via Mocenigo».E conclude, «nel giro di quindici giorni ridipingeremo le strisce dei parcheggi, ormai sbiadite».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 20

Data: 23/12/2018

Note: Lorenza Costantino