IL PROGETTO. Una delegazione ha visitato le postazioni del festival per scoprirne i protagonisti e le singole storie. Si rafforza la candidatura del tocatì a essere iscritto nel Registro dei patrimoni immateriali dell’umanità

Un momento speciale del Tocatì, ieri pomeriggio, è stata la «passeggiata patrimoniale» fatta da una delegazione con rappresentanti e studiosi dell’Unesco, della Cattedra Unesco di Matera e di Firenze, tra cui Giovanni Zanfarino della commissione nazionale Unesco, Valentina Lapicciarella Zingari coordinatrice del progetto di candidatura del Tocatì ad entrare nel Registro delle buone pratiche di salvaguardia del patrimonio immateriale, Domenico Zugliani responsabile a Verona dell’Ufficio Unesco e Fausta Bressani della Direzione dei Beni Culturali della Regione Veneto. La delegazione, accompagnata dal presidente dell’Associazione Giochi Antichi, Paolo Avigo, ha visitato diverse postazioni, dal Duomo dove si gioca il lombardo «sbürla la roda» a vicolo Fontanelle, teatro dello spettacolare lancio del maiorchino, un formaggio siciliano di Novara di Sicilia, nel Messinese, che ha una complessa storia legata alla cultura contadina, passando per piazza Erbe teatro delle «lotte» di vari gruppi europei fino al regno delle lippe nell’area delle ex Poste.Lo scopo era conoscere, guardando e parlando con i protagonisti dei giochi tradizionali, la genesi di ciascun gruppo e di ciascuna tradizione, quel patrimonio culturale immateriale che, come indica la Convenzione dell’Unesco del 2003, ratificata dall’Italia nel 2007, rappresenta «le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi, che le comunità, i gruppi e in alcuni casi gli individui, riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale, trasmesso di generazione in generazione, costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi in risposta al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia e dà loro un senso d’identità e di continuità, promuovendo in tal modo il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana».In questo senso il percorso del Tocatì è stato emblematico, ricorda Paolo Avigo, «perchè da quando siamo partiti, scambiandoci idee e progetti tra i tavoli dell’Osteria alle Petarine, alla Carega, dove oggi (ieri per chi legge, ndr) abbiamo voluto iniziare il nostro giro con la delegazione dell’Unesco, di strada ne abbiamo fatta moltissima. Ora abbiamo intorno molti sostenitori per questa candidatura, a partire dal Comune e dalla Regione Veneto, così come le tante comunità ludiche, italiane ed estere, che ci stanno a loro volta sostenendo con la loro entusiastica partecipazione».Dall’anno scorso l’Unesco ha concesso il suo patrocinio al Festival evidenziando il rapporto tra la salvaguardia di giochi e sport tradizionali in quanto patrimonio culturale immateriale.E.CARD.

 

Tratto da: Arena - sez. Null - pag.12

Data: 17/09/2017

Note: Elena Cardinali