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AMBIENTE. Nell’ambito dei lavori di riqualificazione della passeggiata da ponte Garibaldi a ponte Pietra, intervento dopo una perizia fatta da Amia sulla salute delle piante—-

 

Entro fine mese ne saranno ripiantati 28, ma ci vorrà molto tempo per riprodurre lo stesso effetto scenico. Agsm: «Il verde sarà ancora di più»
I timori dei mesi scorsi si sono avverati. Una fronda dopo l’altra, fusto dopo fusto, 21 alberi sono stati abbattuti ieri in lungadige San Giorgio. Un colpo al cuore per ogni leccio rimosso e un lungadige, da tutti ritenuto il più bello di Verona, che ha cambiato volto.

Temporaneamente, dicono gli amministratori: entro fine mese ne saranno piantati altri 28, che si aggiungono ai 19 “sopravvissuti”. Ma ciò non basta a placare le polemiche, che si erano scatenate già nei mesi scorsi. Ci vorranno anni, infatti, prima che le nuove piante restituiscano allo sguardo dei passanti il colpo a effetto scenico del viale alberato, che congiunge ponte Pietra alla chiesa di San Giorgio.Ieri mattina, mentre gli addetti di Amia erano intenti ad abbattere le piante, erano in diversi a fermarsi e a chiedere informazioni. A cominciare dal consigliere di Battiti in terza circoscrizione Matteo De Marzi, che da mesi si occupa della vicenda con la consigliera in seconda Paola Bressan, sempre di Battiti.

«Quando era stata ventilata l’ipotesi del taglio degli alberi per creare stalli di sosta momentanei per bus turistici, avevamo inviato al Comune un progetto per recuperare l’area dell’ex autolavaggio a Porta San Giorgio», dice De Marzi. «Da allora nessuna risposta».È il presidente di Agsm Fabio Venturi a chiarire il punto.

«Questo intervento rientra nell’ambito del progetto di riqualificazione di lungadige San Giorgio, che interessa la pavimentazione e i sottoservizi, ma anche aree verdi, aiuole e piante», spiega Venturi.

«I 21 alberi tagliati avevano problemi di stabilità, dunque si è reso necessario il loro abbattimento, ma verranno tutti sostituiti: al loro posto non sarà creato alcun parcheggio per i bus». I nuovi lecci che verranno messi a dimora entro fine marzo sono 28, avranno una decina di anni e andranno anche a colmare il vuoto lasciato da altri alberi, che erano stati sradicati o abbattuti nel corso degli anni. «Non andremo a togliere verde, ma ad aggiungerne, tanto che gli stalli blu per il parcheggio delle auto diminuiranno», prosegue Venturi. «Poi allargheremo tutte le aiuole, inclusa l’area verde dietro la chiesa e in zona Torretta, e metteremo un nuovo impianto di irrigazione».

Ma come si è arrivati al taglio dei 21 alberi? «Amia ha disposto una perizia sulla stabilità delle piante, che è stata affidata a un professionista esterno, da cui è emerso che 21 lecci erano pericolanti, a causa della presenza di funghi e carie lungo il fusto e sulle radici», fa sapere Francesco Donini del settore Giardini di Amia. «Quando erano stati piantati nelle aiuole, non si era tenuto conto dello spazio che lo sviluppo delle radici avrebbe richiesto nel tempo: le nuove aiuole che verranno realizzate saranno, dunque, più grandi (quattro metri quadrati)».Il progetto e la perizia sullo stato degli alberi, come tiene a sottolineare Venturi, «sono stati inviati alla Commissione paesaggista del Comune, competente in quanto si tratta di un’area vincolata, e hanno ottenuto il parere favorevole del corpo forestale e della Sovrintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici».Nel frattempo fervono i lavori per concludere il cantiere entro fine marzo, in tempo per l’avvio della funicolare. «Stiamo concludendo la pavimentazione con cubetti di porfido e poi dovremo procedere con l’asfaltatura sul lato della strada, dove torneranno gli stalli blu», spiega il presidente di Agsm. «Inoltre, siamo al lavoro per rinnovare l’impianto di illuminazione e per installare due nuove telecamere in zona Torretta con due postazioni wi-fi».

Il 6 aprile, annuncia Venturi, è già in programma una manifestazione con la cittadinanza per festeggiare il nuovo lungadige San Giorgio.

Manuela Trevisani

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 2/03/2017

Note: Sezione "Cronaca"Da pag. 17Manuela Trevisani