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Soddisfazione per le condanne arrivate in tempi relativamente brevi per il clamoroso furto di opere dal museo di Castelvecchio, ma anche preoccupazione per un molto probabile rinvio del rientro dei capolavori in Italia, dopo la crisi di Governo.Così il sindaco Flavio Tosi si è espresso ieri in merito agli ultimi sviluppi della «rapina del secolo», avvenuto poco più di un anno fa.«Prendiamo atto, con soddisfazione», afferma il primo cittadino, «che le condanne inflitte agli autori della rapina (complessivamente oltre 31 anni di reclusione per i 4 principali imputati) sono state decisioni esemplari che ci auguriamo vengano confermate anche negli eventuali successivi gradi di giudizio». «Quello che è stato compiuto al Museo di Castelvecchio», ricorda il sindaco, «è stato un reato molto grave, non solo per il valore e l’importanza delle opere sottratte ma, soprattutto, in considerazione dell’azione malavitosa commessa: una rapina a mano armata con sequestro di persona e, quindi, la pena è adeguata alla gravità dei fatti imputati a questi criminali. Ma questo è solo l’aspetto giudiziario; adesso resta da affrontare quello diplomatico che riguarda i rapporti con l’Ucraina.«Per il ritorno dei quadri rubati a Castelvecchio, la crisi di governo potrebbe causare ulteriori ritardi» ha aggiunto infatti il sindaco Tosi.«Dovremo sentire l’ambasciatore ucraino in Italia – ha aggiunto – per capire quali sono le nuove prospettive». Nei giorni scorsi l’ambasciatore dell’Ucraina, Yevhen Perelygin, si era detto «ottimista per fissare la data, per la restituzione dei quadri entro dicembre», precisando peraltro che «tutto dipenderà dalle agende dei due presidenti, Petro Poroshenko e Matteo Renzi». E sui rapporti con Sicuritalia, Tosi taglia corto: loro se la caveranno con l’assicurazione.

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA -cronaca pag. 17

Data: 6/12/2016

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